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Sapevate di una foresta magica, ben intonata e garantita dal mago dei liutai tale Antonio Stradivari?

Esiste ed è un capolavoro di Madre Natura. Si trova in provincia di Trento nel parco naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, all’ombra del massiccio del Lagorai. In origine era nei possedimenti del principe del Tirolo, poi passò alla reale casa d’Austria, quindi all’Italia dopo il primo conflitto mondiale, e oggi è sotto la tutela della provincia autonoma di Trento. È costituita al 90% da pino rosso, insieme a pino bianco cembro, e larici, con un foltissimo sottobosco di mirtilli bianchi e rossi. L’incontro con il cervo è immediato per chi entra nel territorio del Parco dalla Val Travignolo.

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Ne ammiriamo un gruppo, in un grande recinto nei prati di Paneveggio. Solo da poco più di trent’anni il cervo popola di nuovo la foresta di Paneveggio. Da decenni era ormai estinto nel Trentino orientale. Nel 1957 un nucleo di tre cervi (un maschio, di nome di Marco – e due femmine, provenienti dall’alta Val di Sole e dal Feltrino) fu ospitato nel parco dal Corpo Forestale. Da questo gruppo si originò un nucleo che nel 1963 contava una dozzina di capi. A seguito di un incontro-scontro tra Marco e un esemplare maschio selvatico, ne fece le spese la recinzione, e da un varco uscirono i cervi, che si stabilirono nella foresta. Più tardi Marco e le femmine capostipiti rientrarono nel recinto con i loro piccoli, mentre gli altri restarono nella foresta.

Da quel “rilascio” fortuito ha avuto origine la popolazione di cervi di Paneveggio e dell’alta Val Travignolo, diffusasi recentemente in buona parte del Trentino orientale. Oggi si contano oltre 500 esemplari nel Parco e appena fuori. Oltre ai cervi nel parco si ammirano galli cedroni e numerosi esemplari di Picchio nero, la cui presenza si avverte a causa del caratteristico picchiettio che procura con il becco sui tronchi. Si può spesso notare anche la Formica Rufa che oltre a essere uno spazzino di insetti dannosi, ha la peculiarità di farsi nidi con ramoscelli e aghi di conifera. Tornando alle caratteristiche dei legnami, sembra fosse Stradivari in persona ad aggirarsi in questo luogo magico, alla ricerca degli alberi adatti alla costruzione dei suoi ricercati violini.paneveggio da sola

L’abete rosso è dotato di ottima capacità di risonanza, ed è richiestissimo per la costruzione di casse armoniche. E’ un legno particolarmente elastico, e grazie ai suoi canali linfatici, trasmette il suono in modo ottimale, utilizzandoli come canne di organo. Ogni anno quelli disponibili all’abbattimento vengono indicati dalla Forestale, e tagliati quando la luna è calante tra ottobre e novembre, così il tronco contiene meno linfa e migliora la sonorità. Guardare i tronchi in sezione fa capire che tutte le caratteristiche sopra citate, nascono anche dalla perfezione degli anelli interni, e dalla totale assenza di nodi.

Sarà il microclima, la tranquillità, il terreno, o chissà cos’altro, a donare a questi alberi le caratteristiche di perfezione tali da essere richiesti fino in Giappone, maggiore produttore mondiale di casse armoniche. In conclusione parliamo di un Paradiso Terrestre in miniatura sia per la fauna che per la flora, e questo grazie all’orografia e al microclima, ma certamente anche per la dedizione delle istituzioni che da tempo hanno apprezzato le caratteristiche e la portata del patrimonio che quest’area rappresenta. Visitarla, secondo me, oltre che un piacere è un dovere per tutti noi.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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