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La Transiberiana d’Italia oltre a essere uno scrigno di ricordi e un museo dinamico sospeso nel tempo.

Grazie alla Fondazione FS Italiane e ad un gruppo di cooperative di ragazzi che operano sul territorio interessato dalla Transiberiana d’Italia, tra cui la “Pallenium Tourism & Service” e “Le Rotaie Amici della Ferrovia”, quest’iniziativa ha preso vita. Come tanti sapranno, negli ultimi anni per vari motivi, tra cui la velocizzazione dei trasporti su gomma e lo svuotarsi dei piccoli centri, molte linee ferroviarie in Italia sono state dismesse. Inutile dire che il ricordo di queste vecchie ma incancellabili rotaie è rimasto indelebile nell’immaginario collettivo.

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Tra quelle dismesse, dopo un graduale declassamento, c’era anche la tratta Sulmona- Isernia. Io che ho viaggiato in treno da Napoli a Rivisondoli anni addietro posso garantire che la suggestione dei paesaggi che si ammiravano da quelle carrozze non avevano pari. Nessun comodo e veloce viaggio in auto, confortevole che sia, può sostituire lo sferragliare di un locomotore diesel e l’odore dei vecchi vagoni o delle traversine imbevute di gasolio che accompagnavano il viaggio. Nonostante la trazione diesel e la durata del tragitto, ricordo che erano puntuali e sicuramente molto di più degli attuali interregionali, comodi ed elettrificati.

Qualcuno che mi segue ricorderà che ho parlato di questa tratta anche nell’articolo “La magia dei ricordi racchiusa in un numero: 040” per celebrare le gesta di eroici sciatori napoletani che, prima della seconda guerra mondiale, affrontavano un viaggio di ben 7 ore per raggiungere Roccaraso. Ebbene, grazie alla Fondazione FS Italiane ora alcune di queste tratte vedono una nuova luce. In Liguria ad esempio, se non erro, una linea ferroviaria costiera è stata trasformata in una pista ciclabile di assoluta bellezza. Invece per la tratta Sulmona-Isernia, grazie al restauro di carrozze “centoporte” e “terrazzini” costruite tra il 1920 e il 1930 e del locomotore D455 colorato per l’occasione con la classica livrea FS verde e marrone dell’epoca, il sogno torna a essere realtà dal 2014.

Anche quest’anno secondo un calendario, e con le collaborazioni di associaziontrans8i come Amici delle Rotaie e Pallenium, la Transiberiana torna a regalare le emozioni e le ispirazioni al cospetto dei magici paesaggi dell’appennino abruzzese e molisano. E l’avventura non si limita al viaggio. Proprio grazie ai vulcanici appartenenti a queste associazioni, e grazie al concetto di viaggio molto slow, si potranno visitare, in occasione di soste programmate, posti e monumenti di una bellezza che vi lasceranno senza fiato.

Se ho suscitato in chi mi segue un minimo di curiosità, prometto che nei prossimi giorni illustrerò dei tesori che la Transiberiana d’Italia ci permetterà di visitare, oltre ai posti dove, lungo il tragitto, si potranno gustare le specialità gastronomiche della terra d’Abruzzo. Ci sarete? Spero di sì perché non resterete delusi.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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