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Salvare un habitat immacolato come la montagna non è una scelta, ma un dovere e una missione per i nostri figli.

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E’ doveroso occuparsi tutti insieme della conservazione dei posti che frequentiamo, e se questi posti sono l’habitat che flora e fauna è riuscita a conservare per millenni, noi non possiamo fare altro che adeguarci. La stagione invernale si è conclusa da poco e se ci avventuriamo nei luoghi che fino a poche settimane fa attraversavamo con gli sci, è proprio questo il momento in cui dobbiamo capire perchè occuparci dell’habitat. Seguitemi in questa passeggiata, e insieme cerchiamo di capire dove sbagliamo.

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Attrezzati per bene, partiamo dalla base di un qualunque impianto di risalita. La malinconia per le giornate passate a sciare è forte, le sedie delle seggiovie ferme mettono tristezza, ma il paesaggio intorno ci dà lo stimolo giusto a continuare. Le piste hanno ancora neve, quindi ci conviene proseguire ai lati, quasi nel bosco. In montagna si sa che il ritmo del passo deve essere lento, altrimenti il fiato difetta, e proprio grazie a questo ritmo iniziamo a vedere quello che non vorremmo. Lo sciogliersi della neve restituisce tutto quello che in inverno lasciamo in questi posti immacolati per eccellenza. Si va dai pacchetti di sigarette vuoti, alle lattine, le bottiglie di plastica, i pacchetti di caramelle e le buste di polietilene, che ben sappiamo quanti anni impiegano per biodegradarsi.

salv6Troviamo anche involucri di alimenti in plastica o cartone. Tutto questo impone più di una riflessione. Certo, molte cose si possono perdere, come succede dappertutto, e specie se la neve è fresca è difficile recuperarle. Ma dovete spiegarmi uno scarpone da sci in mezzo a una pista in primavera cosa ci fa. Mi chiedo: il malcapitato con il freddo, scalzo, come è tornato a valle? Uno sci può cadere dalla seggiovia, o un infortunato lo ha abbandonato, oppure gli occhiali li puoi perdere in una caduta e magari non li trovi più.

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Ma tutto quello che è materiale di consumo perché lo abbandoniamo per strada, e non ci prendiamo la briga di lasciarlo nei contenitori appositi alla base degli impianti? Vi assicuro che ce ne sono tanti. Ci sono fior di progettisti che lavorano per capire come recuperare la terra che lo scioglimento delle nevi porta a valle, e riciclarla sulle piste da sci, o come recuperare l’acqua dalla neve che si scioglie per reimpiegarla nell’innevamento artificiale. Invece noi sulle piste ripetiamo le stesse pessime abitudini che abbiamo in città?

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Che ci costa preservare l’ambiente con pochi gesti semplici? Dovremmo riflettere di più su queste cose. Sia perché comportarsi nascondendo la testa sotto la sabbia (o neve che si voglia) non paga, visto che la natura restituisce sempre tutto (come lo scarpone), e sia perché in un futuro non molto lontano le falde acquifere subiranno l’inquinamento di quello che noi ci mandiamo. Queste pessime abitudini di inquinare aree immacolate si ripercuoteranno, forse non su di noi, ma su chi abbiamo il dovere di preservare: I NOSTRI FIGLI

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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