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 Ma qual è la storia di questi simpatici animali e soprattutto di Rudolph, la famosa renna dal naso rosso?

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Tutti sappiamo che la slitta di Babbo Natale è trainata dalle renne, gli unici animali in grado di far volare il pesante carico di giocattoli confezionati da schiere di elfi nelle fabbriche segrete del Polo Nord. Questa favola americana fu inventata da Bob May per una catena di grandi magazzini americani, la Montgomery Ward, quando nel 1939 si decise di creare una nuova favola di Natale. C’era una volta, al Polo Nord, una piccola renna di nome Rudolph. Era una renna piuttosto particolare perché, il suo naso non era un normale naso da renna, nero e umidiccio, ma era un enorme naso rosso luccicante come una lampadina.

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Per colpa di questo nasone incredibile, tutte le sue compagne non facevano che prenderlo in giro. La mamma cercava di consolarlo, ma tutto era inutile: Rudolph si disperava, piangeva e preferiva starsene in disparte, piuttosto che essere deriso. In una fredda e nebbiosa sera di Vigilia, Babbo Natale era molto preoccupato: non sapeva proprio come fare a partire con la slitta!  C’era una nebbia così densa che non si vedeva ad un palmo dal naso. “Povero me – si disperava Babbo Natale – come farò a portare i regali ai bimbi che mi stanno aspettando?

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Che tristezza!” Pensieroso Babbo Natale guardò le sue renne, che lo osservavano tristi e mogie e lo sguardo gli cadde su Rudolph, il cui naso per la tristezza luccicava più del solito. All’improvviso Babbo Natale si mise a cantare e a ballare come un matto, tanto che le renne pensarono che gli fosse andato di volta il cervello. Babbo Natale aveva avuto un’idea fantastica: “Rudolph, piccolo mio, tu stanotte guiderai la mia slitta. Il tuo nasone rosso ci illuminerà la strada come un faro nella notte!” Rudolph non sapeva cosa rispondere, temeva di non essere in grado di condurre la slitta in giro per il Mondo. A questo punto le compagne di Rudolph si accorsero di essere state un po’ sciocche e iniziarono a incoraggiarlo, con applausi e salti. La slitta partì e la giovane renna portò a termine il suo compito.

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Grazie al suo naso luminoso, illuminò la strada e Babbo Natale riuscì a consegnare i regali a tutti i bambini. Così il simpatico Rudolph entrò nelle grazie del buon Babbo Natale, che lo accolse con sé, e le renne, che da sempre erano state 8, diventarono 9. Il grosso naso rosso dell’ultima arrivata divenne un pregio nelle fredde notti di neve e nebbia. Per la prima volta si accorse che non provava più vergogna: al contrario, era fiero di essere diverso. Quello che sembrava un ridicolo difetto si era rivelato una dote preziosa che aveva assicurato un felice Natale a tutti i bambini! Questa favola ci insegna a superare gli ostacoli, abbracciare le differenze e riconoscere il potenziale unico di ognuno.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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