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Ricci d’autunno che nascondono un tesoro prezioso……scopriamo le castagne

Le giornate si accorciano, l’aria diventa più fredda, l’autunno si veste dei suoi colori. Sentiamo il bisogno di scaldarci le mani e deliziarci il palato con quei gustosi frutti del bosco che sono le castagne, calde, fumanti e profumate .Questo delizioso frutto dalla polpa bianca e soda, da sempre alla base dell’alimentazione di molte generazioni di abitanti delle nostre comunità montane, grazie al suo elevato valore energetico e all’importante apporto di sali minerali, vitamine e fibre, rappresenta una sorta di albero del pane specie nei momenti di carestia.

autunno

Un decreto regio del 1939 fissa le differenze tra castagne e marroni. Le castagne, non molto grosse, schiacciate da un lato, con buccia marrone scuro coriacea e polpa saporita, sono i frutti del castagno selvatico; i marroni, invece, frutti del castagno coltivato sono più grossi e dolci, hanno forma a cuore e buccia striata di colore marrone chiaro.

Arrostite, le classiche caldarroste, bollite, usate come ripieno per arrosti o trasformate in marmellate, composte, farine o impiegate in pasticceria, castagne e marroni vivono un momento di riscoperta. In Italia, ben 12 tra marroni e castagne hanno il marchio Dop o Igp, per una scorta che dura tutto l’anno. San Martino è alle porte, il vino fermenta nei tini e immediatamente pensiamo al più classico degli abbinamenti, caldarroste e vino novello ottimo per pulire la bocca dalla pastosità delle castagne, meglio se frizzante come il Lambrusco di Sorbara o la Bonarda.

Quando le castagne vengono usate come ripieno per carni bianche o maiale, allora il vino deve essere più consistente e corposo per reggere la struttura del piatto, come un Aglianico del Vulture. Nel caso in cui l’abbinamento vino e castagne riguardi i dolci, possiamo suggerire un Aleatico dell’Elba o un Passito di Pantelleria. Non resta che lasciarci coccolare da questi deliziosi frutti davanti ad un fuoco scoppiettante.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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