PASSEGGIARE NEL BOSCO DI SANT’ANTONIO IN AUTUNNO

L’autunno per vari motivi è una stagione poco amata. Si ricordano ancora le recenti vacanze estive, si torna al lavoro, e il Natale è lontano. Poi climaticamente, tranne eccezioni, sappiamo che la pioggia e le temperature
incerte la fanno da padrone. Ma vi assicuro che c’è un posto in cui l’autunno dà il meglio di se: IL BOSCO.

L’Italia è piena di foreste, e ovunque si possono apprezzare le peculiarità del bosco in autunno, ma vicino casa mia in Abruzzo, ed esattamente a Pescocostanzo, c’è un posto magico e incantevole: il bosco di Sant’Antonio che si estende per 550 ettari. È gradevole tutto l’anno: in estate per la frescura che offre, in inverno perché quando è innevato porta alla mente paesaggi lontani di fate e folletti, in primavera per le fioriture e il risveglio prepotente della natura assopita, ma in autunno a mio avviso dà il meglio di se.

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Basta uscire da quel delizioso borgo fermo nel tempo di Pescocostanzo, che dopo 4 km si arriva all’ingresso del bosco. Qui bisogna proseguire rigorosamente a piedi, perché solo così si potrà apprezzare quello che la tenuta offre. Ecco che i nostri sensi avranno la meglio su di noi. La vista con colori che vanno dal rosso delle foglie, al marrone del terreno umido di pioggia, con riflessi di luce che mutano a ogni passo. L’olfatto con odori di muschio e erba bagnata, oltre alla resina dei faggi, che in modo prorompente si impossessano di noi. L’udito che tra lo scricchiolio delle foglie secche calpestate, e il canto degli uccelli, si concede silenzi a tratti terapeutici. Il tatto per il quale basta accarezzare le cortecce umide o le pietre coperte di muschio morbido e gradevole.

Ahimè manca un senso. E mica vorremmo lasciare il palato a secco. Se non avete provveduto a organizzare un pic nic, che vista la cornice non sarebbe male (nel rispetto totale del luogo che ci ospita), basta fare ancora pochi metri verso Cansano per trovare Il Faggeto.

Da anni questo posto immerso nel bosco, offre una varietà di piatti tipici della cucina locale, così buoni che dopo pranzo occorrerà trattenersi ancora a passeggiare nel bosco, sia per digerire che per non perdersi altri scorci e angoli di questo paradiso in terra. Magari sarete costretti a lasciarlo solo per l’avvicinarsi dell’oscurità, pensando di ritornare quanto prima e, perché no, in un’altra stagione.