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Il Livenza è un fiume interamente navigabile che ci permette di conoscere i tesori di Sacile e tanto altro ancora.

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Chi mi segue sa che amo consigliare sempre vacanze fuori dall’usuale. I requisiti sono in primis il rispetto per la natura e per sé stessi, concedendoci dopo mesi di routine cittadina, spazi che ci permettono di ritrovare serenità, affetti e ricarica per affrontare il futuro. Proprio alla luce del recupero di energie mentali e fisiche, oggi mi va di accompagnarvi in un viaggio virtuale lungo le rive del fiume Livenza. Nella nostra bellissima Italia, esistono posti che viaggiano a una velocità nettamente inferiore a quella che noi solitamente affrontiamo in città, e le placide acque del Livenza sono uno di questi. Ovviamente, tutto ciò non sarebbe possibile se, amministratori attenti e popolazione rispettosa di quanto di buono il Creatore ci ha donato, non si fossero adoperati a preservare e valorizzare quanto ricevuto.

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Spesso, mi sta capitando di volare alto, ma credo che i miei lettori lo meritano, e quindi mi sono indirizzato ad una zona molto vasta. Qui non vi consiglierò un escursione o una singola scoperta. Sarebbe impossibile per la vastità dell’area interessata che spazia dal parco naturale delle Dolomiti Friulane dove il Livenza nasce, fino al mare a Caorle dove il nostro amico fiume sfocia in mare. Ma parliamo un attimo di lui “il Livenza” per poi elencarvi solo alcune delle ricchezze che si incontrano lungo il suo percorso, o delle scoperte che si possono fare con i più svariati mezzi di locomozione (piedi, canoa, bike o quant’altro basta che sia emissioni zero). Il suo nome deriva dal latino e precisamente dal verbo Liquere che significa essere scorrevole.

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È infatti un fiume di pianura, ricco d’acqua tutto l’anno e per questo navigabile per quasi tutto il suo alveo. Nasce da una sorgente carsica nel Parco del Cansiglio, da una seconda sorgente vicina al santuario della Santissima e da una terza più piccola del Molinetto. Lungo il percorso incontra tre affluenti (Meschio, Monticano e Meduna) e dopo 112 km sfocia nell’Adriatico appunto a Caorle. Essendo un fiume tranquillo e ben custodito è ricco di pesci e vegetazione. Tra i pesci che lo abitano si trovano tinche, trote, cavedani, scardole, alborelle, carpe, lucci, temoli e anguille. Lungo il percorso ci sono varie oasi ambientali e naturalistiche, nelle quali attecchiscono molte specie di flora spontanea. Il Livenza rappresenta quindi un prezioso complesso ecologico e ambientale, e non solo per alcuni tratti, ma per tutti i km che lo compongono.

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Le Dolomiti Friulane contano un’area di 37.000 ettari, con un’impressionante varietà di attrazioni paesaggistiche e posti da scoprire. Per citarne solo alcuni, vi segnalo le impronte di dinosauro presso Casavento, le erosive formazioni rocciose dei Libri di San Daniele, le praterie di Campuros, i pascoli della malga Senons o la solitudine dei canali di Meduna. L’ottima salute ambientale del sito è data dalla presenza in ogni valle del parco dell’aquila reale, oltre a branchi di stambecchi, caprioli, camosci e cervi. Ma troviamo anche marmotte, galli forcelli e galli cedroni. Tutta l’area rappresenta un sito di grosso interesse geologico ambientale e naturalistico, con un incredibile campionario di geomorfologia che rivela un’evoluzione del territorio lenta e complessa.

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Inoltre doverosamente non possiamo dimenticare gli enormi depositi della frana del monte Toc che causò l’immane tragedia del Vajont. Tutte le aree sopracitate godono di un’ottima rete sentieristica ben segnalata, ma ricordate sempre di documentarvi sui siti di pertinenza, dove spesso potete scaricare anche le mappe. Andando più giù potremo scoprire un mezzo di locomozione unico nel suo genere: la canoa. Il Livenza sembra fatto apposta per questa imbarcazione, sia per la tranquillità delle sue acque, che per le innumerevoli scoperte naturalistiche e paesaggistiche che si fanno navigandolo. A Sacile, troverete un ottimo canoa club che oltre a occuparsi del noleggio del mezzo e dell’attrezzatura necessaria, organizza fantastiche escursioni accompagnati da istruttori federali che garantiranno la massima sicurezza.

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La canoa non inquina, non crea moto ondoso e di conseguenza non disturba la fauna sopra e sotto l’acqua, ma se non si vuole pagaiare, altro perfetto mezzo per scoprire il Livenza è la mountain bike. Grazie a una fitta rete di percorsi ben mantenuti, e grazie all’attenzione degli amministratori locali e associazioni di amatori, si possono facilmente reperire in loco bike a noleggio e numerose informazioni sui percorsi da seguire. Dopo una giornata passata a pedalare o a pagaiare, cosa c’è di meglio di una corroborante sosta in una delle tante caratteristiche trattorie disseminate lungo il fiume?

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Ahimè, posso elencarvi solo alcune delle ville e dei parchi che si incontrano lungo il corso del Livenza, perché mi dilungherei troppo e correrei il rischio di annoiarvi, ma vi assicuro, che ognuno di questi siti catturerà la vostra attenzione e vi sembrerà di tornare indietro nel tempo, grazie alla quiete e all’atmosfera che in questi posti riscoprirete. A Sacile, potrete ammirare le fortificazioni medievali costruite per proteggere la città dalle orde barbare che attraversavano la pianura friulana. Qui, vedrete anche la bellissima piazza del Popolo con i suoi portici. Signorile, elegante e rilassata come solo una piazza del “Giardino della Serenissima può essere. A Porcia troverete il Castello, una Loggia Municipale e una Torre dell’Orologio.

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Tutti vi faranno immergere in un’atmosfera di tempi passati. Queste sono solo alcune delle cose da vedere, che unite ai tanti itinerari da fare a piedi in auto o come detto in canoa e in bike renderanno la vostra vacanza rilassante, ma al tempo stesso stuzzicherete la curiosità di scoprire ogni giorno un posto nuovo. Le distanze da coprire tra un sito e l’altro sono piccole, e credo che pochi posti in Italia abbiano una tale concentrazione di attrattive che non resta altro che fare i bagagli e partire. Anche come accoglienza la zona non scherza, perché vanta tutte le tipologie di strutture. Da quelle semplici ma funzionali, alle vecchie ville trasformate in resort di lusso. Che aspettate? Il Livenza vi attende, e non dimenticate di farmi sapere se i miei consigli sono stati utili.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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