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La montagna raccontata nelle 6 tappe di un percorso magico grazie a Reinhold Messner monumento vivente dell’alpinismo dei nostri tempi.

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Conosciuto in tutto il mondo, Messner nasce 73 anni fa a Bressanone e a soli 5 anni inizia a seguire le orme del padre con le prime arrampicate sulle Odle, un gruppo di cime altoatesine. La sua crescita sportiva è stata scandita dagli innumerevoli successi in campo alpinistico internazionale e nel campo dell’editoria, con circa 40 libri annoverati nella sua biografia italiana. I numeri che fa registrare sono da guinnes, e come accade in tutti gli sport, lui è un vero fuoriclasse ed eroe dell’alpinismo moderno. Questo sia grazie all’attenzione con la quale ha studiato le imprese di predecessori come Walter Bonatti, sia per la grande cura e minuziosità con cui ha preparato e affrontato ogni impresa che ha portato a termine. Delle circa 3500 scalate da lui effettuate, un centinaio erano prime assolute con le quali ha aperto itinerari nuovi invernali e in solitaria. Molti di questi non sono stati ancora ripetuti e inoltre ha limitato sempre al massimo l’utilizzo di mezzi artificiali come l’ossigeno. Ha scalato tutte le 14 vette sopra gli 8000 presenti sulla terra, anche con costi altissimi. Basta pensare che in un’ascesa al Nanga Parbat, sulla via del ritorno, ha perso il fratello Guenther travolto da una slavina e a lui sono state amputate 8 dita dei piedi per congelamento. Ha conquistato l’Everest alla maniera alpina, senza ossigeno e in solitaria. Ha attraversato l’Antartide passando dal Polo sud e contando solo sul vento e le sue forze fisiche senza l’ausilio di motori o cani. Stessa tecnica usata con il fratello Hubert per attraversare la Groenlandia.

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Più volte, per apprezzare meglio la sua terra, ha fatto il giro dei confini del sud Tirolo scalando cime e incontrando chi abita quella terra per meglio conoscerne le esigenze. La sua competenza e il suo impegno lo hanno portato a essere rappresentante dei Verdi anche al parlamento europeo. A 60 anni suonati ha compiuto la sua ultima impresa attraversando il deserto asiatico del Gobi. 2000 km in 8 mesi in solitaria con uno zaino di 40 kg e una riserva d’acqua di 25 l. Tutto questo bagaglio di esperienze, conoscenze e successi è stato racchiuso nel progetto MMM (Messner Mountain Museum) ovvero la realizzazione di 6 poli museali dedicati alla montagna e allocati tra l’Alto Adige e le dolomiti bellunesi. La sede principale è nel castello Firmian su un’altura che domina Bolzano. L’esposizione si snoda tra corridoi, torri e scale attraverso reperti e opere della storia dell’alpinismo e il rapporto che unisce l’uomo e la montagna. La conservazione del castello è stata possibile grazie all’opera dell’architetto Tscholl che con sovrastrutture di acciaio e vetro ha lasciato inalterati gli elementi originari del castello. A Solda a 1900 m di altezza troveremo MMM Ortles dedicato al ghiaccio attraverso opere, vedute e attrezzature che hanno segnato il rapporto tra l’uomo e questo elemento. Realizzato ex novo, è ben mimetizzato nella terra e dona la sensazione di scendere in una grotta artificiale, illuminata però da luce naturale attraverso un taglio dall’alto. Sul monte Rite in posizione strategica nel primo conflitto mondiale, c’è MMM Dolomites che ha trovato spazio in un vecchio forte a 2181 m.

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È dedicato alla roccia, all’esplorazione e all’alpinismo dolomitico con opere che vanno dal Romanticismo all’arte contemporanea accanto a vedute mozzafiato. L’MMM Juval è all’interno dell’omonimo castello in val Venosta che è anche residenza dello scalatore e raccoglie tutte le opere dedicate al mito della montagna. Questa infatti per molte popolazioni è sacra come l’Olimpo per gli antichi greci o il Sinai per gli Egizi o il Fuji per il Giappone. Nel castello di Brunico in val Pusteria troviamo l’MMM Ripa interamente dedicato ai popoli della montagna. Qui oltre al museo ha vita una funzione di incontro e di scambio tra la gente di montagna e coloro che provengono dalla cultura urbana. Ottima è l’opera di restauro attuata in questa location, perché è stata data chiara leggibilità ai segni lasciati dal passare delle epoche. Ultimo anche come realizzazione è l’MMM Corones realizzato a 2275 m di quota sulla cima di Plan de Corones, sempre in val Pusteria e poco lontano dalla campana della Pace. La struttura, inaugurata a luglio 2015 e realizzata da un architetto iracheno, occupa una superficie di circa 1000 mq e celebra la disciplina e la storia dell’alpinismo e dell’arrampicata di grandi pareti. Una struttura avveniristica ma molto ben inserita nel paesaggio perché non invasiva. Si è notata più volte anche nella fiction Un Passo Dal Cielo di recente vista su Rai 1. Messner è comunque un uomo tra la gente infatti a fine giugno quando conduce i suoi yak all’alpeggio e ad agosto con i Dialoghi Attorno al Fuoco nel Castello Fimiano si racconta a tu per tu con la platea. Spero di avervi dato un utile consiglio da utilizzare nel corso di una vacanza sulle Dolomiti, perché uomini e musei così ben inseriti in questa natura non passeranno inosservati allo spirito e alla mente. Sicuramente tornerete rigenerati e più vicini alla nostra amata montagna.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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