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Quando si parla di leggende di montagna, la mente corre alle Alpi con le classiche storie di elfi e principesse, ma questa volta NO. Vi porterò nel nostro meraviglioso Abruzzo dove in tanti conoscono la Majella e il Gran Sasso.

Tanti credono (non gli abruzzesi) che queste siano solo due impervie e ghiacciate montagne, al massimo che il Gran Sasso sia la vetta più alta degli appennini e che sotto la Majella nella grotta del Cavallone il poeta d’Annunzio vi abbia ambientato la tragedia La figlia di Iorio. Sbagliato.

gransasso

Chi vive lo spirito vero dell’Abruzzo sa che queste due vette sono figlie di una leggenda bellissima commovente e palpabile. Si narra che in un lontano passato la giovane principessa Maja figlia di dei e regina d’India, approdò sulle coste abruzzesi in cerca di meritata tranquillità insieme al suo figlioletto. Stanchi e malati si addentrarono verso i monti in cerca di pace e di cure.

Con l’oscurità caddero in un sonno profondo, e purtroppo al mattino la mamma scoprì che il piccolo per gli stenti non ce l’aveva fatta. Alla disperazione della regina parteciparono tutti gli animali della foresta, e persino il sole si ritirò in anticipo per lasciare più tempo ai prodigi della notte. Nel frattempo la madre aveva avvolto il piccolo in fasce dorate e si era coricata al suo fianco. La notte passò lentamente in una magica atmosfera che avvolgeva il paesaggio.

Alle luci dell’alba tutti rimasero stupiti nel vedere il piccolo principe trasformato in una maestosa montagna coperto da un candido mantello, e la sua dolce mamma appoggiata ai suoi piedi anch’essa ricoperta di una coltre immacolata. Ancora oggi la regina Maja e il suo piccolo principe riposano tranquillamente adagiati in terra d’Abruzzo e non tutti sanno che quelle montagne dal nome Gran Sasso e Majella sono proprio loro. Non tutti, ma i veri abruzzesi si. Lo sanno molto bene e guai a convincerli che siano solo due montagne.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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