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L’Olivo e il suo prezioso nettare, l’olio, in Abruzzo hanno da sempre avuto un rapporto    di simbiosi col territorio e con i suoi abitanti.

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Questo legame con l’olio travalica la sfera agroalimentare, fino ad avere una valenza simbolica e spirituale permeata nel territorio e nelle tradizioni locali. Da sempre, l’Abruzzo possiede una ricca tradizione olearia. Qui il lavoro d’estrazione dell’olio avviene ancora oggi in maniera tradizionale nei piccoli frantoi a conduzione familiare. Le colture olivicole, in Abruzzo, si estendono dalla costa fino alla fascia pedemontana, con una estensione di oltre 50.000 ettari.  Numerose sono le varietà coltivate e lo standard dell’olio prodotto è sempre qualitativamente elevato.

Di norma l’abbacchiatura, cioè la raccolta, avviene ancora a mano e, nella stessa giornata, le olive vengono portate al frantoio per la molitura, ottenendo così un olio a bassa acidità e dalle apprezzate caratteristiche organolettiche. Sono i maestri frantoiani a tramandare, di generazione in generazione, un mestiere che è legato a una cultura antica profondamente radicata nel territorio. In Abruzzo si trovano 9.000.000 di piante di olivo, dalle quali si ottengono in media più di 1.250.000 quintali di olive e si producono 250.000 quintali di olio all’anno. Tutto questo rende l’Abruzzo una tra le regioni italiane più produttive.

A seconda delle caratteristiche del suolo e del clima, generazioni di olivicoltori hanno selezionato le piante più adatte al territorio in cui vivevano, creando quelle che adesso sono conosciute come zone di produzione D.o.p. Oggi sono tre le diverse qualità di olio con questo riconoscimento, provenienti dalla produzione delle zone collinari delle tre province di Pescara, Chieti e Teramo: la “Aprutino-pescarese, la “Colline teatine” e la “Pretuziano delle colline teramane”.

Le varietà di olive coltivate sono: la LECCINO diffusa su tutto il territorio abruzzese, la TOCCOLANA della zona di Tocco da Casauria, la GENTILE e la CUCCO nel teatino, la MONICELLA diffusa nell’aquilano e la TORTIGLIONE e la CASTIGLIONESE molto diffuse nella zona teramana. Acquistando un olio abruzzese D.o.p. non solo possiamo gustare un prodotto dalle altissime qualità organolettiche e dal sapore unico e fruttato, ma anche un prodotto tracciabile strettamente legato al territorio. Molte aziende sono organizzate per la vendita anche on line dei loro prodotti. Non vi resta che provare per apprezzare questa eccellenza abruzzese.Ecco alcuni link consigliati.

aziende agrarie

oleificio f.lli Cinosi

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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