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Indossare delle calzature adeguate è la cosa più importate da fare prima di iniziare un percosso di trekking.

“Quando c’è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo luogo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovare da mangiare, mentre non vale l’inverso”. Con questa citazione tratta da La tregua di Primo Levi vogliamo evidenziare l’importanza della calzatura giusta per affrontare le nostre passeggiate, siano esse brevi o lunghe e impegnative. Essa, deve quindi essere comoda, e proteggere i nostri piedi dalle intemperie e dagli imprevisti del percorso.

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La scarpa da trekking deve quindi essere solida, ma confortevole, deve permettere la giusta libertà per consentire un movimento del piede fluido ed elastico, ma non deve risultare troppo larga, altrimenti per l’attrito si formeranno delle dolose vesciche. La calzatura giusta dovrebbe sostenere le vostre caviglie evitando pericolose distorsioni, sono quindi preferibili i modelli alti. Per attutire gli urti con il suolo, è preferibile utilizzare modelli con tecnologie ammortizzanti allocate nel tallone e nella pianta. Infine, ma non per importanza la scarpa deve essere affidabile, perché avere delle scarpe rotte a metà percorso non è auspicabile per nessuno. Una buona scarpa da trekking è realizzata con materiali impermeabili e traspiranti, altrimenti basterebbe un ruscello o un temporale improvviso per trasformare una passeggiata in montagna in una giornata da mondina.

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Per evitare questo effetto basta una buona scarpa in Gore-tex. Questo trattamento garantisce il giusto scambio di umidità tra l’interno e l’esterno della scarpa. Se il plantare dello calzatura è troppo duro, potete provare a sistemarlo con delle suolette anatomiche, ma attenzione perché questa operazione potrebbe ridurre la calzata, quindi valutatelo attentamente in fase di acquisto. La suoletta deve avere la stessa lunghezza e larghezza dell’interno dello scarpa, in modo da non avere tolleranza, altrimenti i punti anatomici del piede non corrisponderanno più a quelli della calzatura, e si formeranno vesciche molto dolose. La punta non deve essere stretta, altrimenti le dita dei piedi vengono compresse, causando inizialmente fastidio, poi dolore. La calzata ideale è quella con plantare anatomico. Se l’estetica non è di nostro gradimento, ricordiamo che dobbiamo camminare e non fare una sfilata di moda. Facciamo molta attenzione al “grip” della suola che deve essere perfetto anche in punta.

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Anche i fondi troppo morbidi sono sconsigliati perché trasmettono al piede le asperità del terreno. La scelta della scarpa che ci accompagnerà nelle nostre escursioni dovrà quindi essere attenta e ponderata. Non abbiate fretta e provatele entrambe, indossando preferibilmente delle calze da trekking che sono costose ma fanno la differenza. La loro peculiarità sta nelle differenti strutture tra arco plantare, collo piede e tallone. Quando provate le scarpe fate attenzione a far aderire bene il tallone alla tomaia da seduti, stringete poi le stringhe e una volta in piedi controllate che in punta rimanga un piccolo spazio, altrimenti scegliete mezza misura in più. Per questa importante scelta il nostro consiglio è di rivolgersi a negozi specializzati dove personale qualificato vi guiderà nella scelta delle vostre inseparabili compagne di avventura.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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