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Oggi parleremo di quando l’uomo grazie agli sci ha iniziato a capire che poteva spostarsi più velocemente sulla neve.

Se prima lo faceva a piedi e con grosse difficoltà, con la nascita di questi, le dinamiche di spostamento cambiarono radicalmente.  Non abbiamo una datazione esatta in merito alla nascita dello sci ma appaiono tra il 6300 e il 5000 a.c. in alcune incisioni rupestri a nord di Mosca nel lago Sindor, oppure in torbiere svedesi con resti di attrezzi simili ai moderni sci. All’epoca non erano per sport ma pura locomozione.

Da allora e per svariati secoli questo attrezzo ne ha fatta di strada e per gli scopi più disparati. In molte zone di confine erano i compagni inseparabili degli “spalloni”, abilissimi sciatori che di notte attraversavano i confini per portare dall’altra parte il contenuto di grandissimi zaini pieni di quasi tutto.

sci-depoca

Addirittura dopo la prima guerra mondiale in zone come la Val Casies in Trentino con la nascita del confine Italia Austria, da normali commercianti, alcuni divennero contrabbandieri solo per continuare il normale scambio commerciale tra due valli.  Gli sci hanno anche aiutato molti soldati a muoversi in quota, infatti grazie al loro utilizzo specie nella Grande Guerra gli alpini riuscirono in imprese epiche che contribuirono a innumerevoli successi.

Fu a cavallo del 1900, con la nascita dei primi sci club e l’inizio delle prime competizioni, che si ebbe un totale cambio di “destinazione d’uso” trasformandoli in uno strumento di piacere (turismo) sia agonistico che di diporto. Fu così che gara dopo gara e atleta dopo atleta si arriva alla prima olimpiade invernale del 1928 a Chamonix che registrò la partecipazione di 258 atleti di 16 nazioni.

Dello sci moderno ci occuperemo in seguito, andando a scoprire i segreti e le storie anche nascoste di tanti personaggi che hanno contribuito alla crescita di questo fantastico sport, ma era più che doveroso dedicare spazio a come si fosse reso possibile che un semplice mezzo di locomozione diventasse un attrezzo agonistico e di piacere tra i più gettonati per chi pratica la montagna.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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