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Il bucaneve è un fiore stupendo attorno al quale si narrano bellissime leggende.

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A febbraio questo fiore, detto anche “campanella del lupo”, spunta magicamente dall’erba ad annunciare la primavera che incombe. Proprio la mia passione per i racconti fantastici e le leggende mi porta a scoprirne sempre di nuove e sul bucaneve, che tra poco potremo ammirare negli spazi che la neve lascia alla terra, ce ne sono diverse. Io, ne ho scelte alcune che mi hanno affascinato. Era un inverno gelido e la neve cadeva copiosa e senza tregua. Tutti gli uccellini erano migrati tranne uno che non sapeva ancora volare. L’inverno allora lo invitò da lui e gli offrì una zuppa d’orzo per ristorarlo, oltre ad offrirgli un tetto dove dormire. Al risveglio l’uccellino, prima di spiccare il suo primo volo, regalò al suo benefattore un seme che l’inverno piantò nella terra. Dopo pochi giorni, spuntò dalla neve un bellissimo fiore bianco screziato di lilla che l’inverno chiamò bucaneve.

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Ancora oggi lo possiamo ammirare con i medesimi colori e con lo stesso nome. Una leggenda cristiana racconta che Adamo ed Eva cacciati dall’Eden, si trovarono a raggiungere il loro esilio sulla terra nel cuore di un gelido inverno. Dopo diverse ore di cammino in quelle condizioni proibitive, Eva era infreddolita e stanca e non dimentichiamo che entrambi erano discinti e non protetti dalle intemperie. Inoltre la assalì l’angoscia di trascorrere l’intera vita in quelle condizioni. Ad un certo punto apparve un angelo che tentò di rassicurarla, dicendole che presto avrebbero vissuto un clima migliore grazie all’alternanza delle stagioni che avrebbero portato sulla terra anche momenti di tepore. Eva, molto provata, continuava ad essere scettica, ma l’angelo non si arrese e dopo aver preso alcuni fiocchi di neve vi soffiò sopra, ordinando loro di trasformarsi in boccioli. Questi appena arrivati a terra si trasformarono in germogli. Allora Eva alla vista di questo prodigio prese coraggio e fiducia e continuò il suo cammino. Questi piccoli e bellissimi fiori sono quelli che oggi ammiriamo come bucaneve.

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Oggi, grazie alla sua fioritura precoce il bucaneve viene associato alla purificazione di Maria il 2 febbraio. In questa data, in alcuni paesi europei, tempo addietro le ragazze lo raccoglievano e lo portavano con sé come simbolo di purezza. Esiste anche un rituale d’amore curioso e affascinante che deve compiere chi vuole legare a sé una persona amata. Bisogna recarsi all’alba in un campo e raccogliere questo fiore ancora carico di brina e gettarne un mazzolino in un ruscello. Se il mazzolino prende il largo e scompare alla vista, la persona amata riceverà il messaggio e resterà fedele per sempre. Ma, se il mazzolino malauguratamente dovesse tornare a riva non ci sarà nulla da fare: l’amore è destinato a finire. Il racconto però più singolare è quello che porta a conoscere l’esistenza del bucaneve anche in un posto dove la neve non si è mai vista ovvero sull’isoletta di Ikaria nell’Egeo.

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Qui Dedalo seppellì Icaro dopo l’infausto volo che in tanti conosciamo. Ebbene, qui il vento che pare pianga la morte di Icaro, al primo caldo del giorno posandosi al suolo fa nascere questi candidi e delicati fiori bianchi. Da questi racconti incantati ognuno di noi è libero di trarre la propria morale, anche se spesso alcune sono esplicite. Proprio perché parliamo di fantasie e di leggende è bello che l’immaginazione ci apra gli occhi a un mondo fantastico nel quale ognuno si immerge come in un viaggio. E da qui che nasce l’immaginario collettivo e le credenze popolari che sono il patrimonio dei popoli e quindi dell’uomo.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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