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L’Italia grazie alla sua conformazione è una terra ricca di cascate.

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In inverno molte di queste, specie in territorio alpino, sono ghiacciate e quindi ad appannaggio di pochi temerari appassionati di un climbing specifico. Gli altri, si limitano ad ammirare questo spettacolo di ghiaccio unico nel suo genere. Ma d’estate il discorso cambia e il dominio di pochi diventa di tutti. Spesso, per raggiungerle bisogna intraprendere lunghe camminate attraverso sentieri anche angusti, ma la contropartita della natura è sempre generosa. Un territorio vario come quello italiano fatto di monti, valli, fiumi, canyon e orridi offre numerose cascate di svariate dimensioni. Lungo lo stivale, a meno che non siamo in un’ampia pianura, prima o poi ci troveremo, seguendo un corso d’acqua, al cospetto di un salto. Certo non correrete il rischio del sottoscritto che in Tunisia gli venne propinata un’escursione sui cammelli con pic nic alla “cascata”.

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Ebbene questo salto, di nemmeno un metro, altro non era che una condotta d’acqua rotta da decenni e mai riparata, ma nella quale continuava a scorrere parte di un fiume poco prima imbrigliato. Peccato che al villaggio vicino continuavano a restare senz’acqua corrente. Qui da noi, con cascate naturali ben più imponenti, possiamo correre altri tipi di rischi se non consultiamo gli orari di apertura. Infatti, molte di queste nel corso degli anni, grazie all’immensa massa d’acqua che muovono, sono state deviate in centrali idroelettriche per la produzione di grandi quantità di energia. Vi raccomando quindi, prima di recarvi sul posto, di visitare i relativi siti per consultare i giorni e gli orari di apertura per le cascate interessate. Una visita alle cascate rappresenta uno dei tanti contatti ravvicinati con la natura, immersi in un’atmosfera che spesso diventa surreale.

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La quiete, la natura incontaminata e soprattutto, se molto vicini, l’essere investiti dall’acqua nebulizzata dona una sensazione di freschezza e libertà difficilmente eguagliabile. In altri casi la mano dell’uomo ha fatto sì che madre natura enfatizzasse ancor di più il suo operato con i giochi di luce notturni, dove le condizioni lo consentono. Come detto, i salti d’acqua sono tanti e io ne ho scelti alcuni tra i più caratteristici, così da fornire ai viandanti dell’estate un piacevole spunto o per un mordi e fuggi o per una deviazione dal già programmato piano delle vacanze. La cascata del Toce in Piemonte, nel comune di Formazza provincia Verbano-Cusio-Ossola, è la più spettacolare delle Alpi sia per scenario che per la presenza di un caratteristico hotel sulla sommità. Compie un salto di ben 143 m e all’origine è larga 63 m. Nasce dal lago artificiale di Morasco, e per buona parte dell’anno ha una portata molto ridotta perché alimenta ben tre centrali idroelettriche.

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Per vederla al massimo del suo splendore bisogna consultare i relativi siti, dove sono riportate oltre alle indicazioni per raggiungerla, anche i periodi e gli orari. L’Acquafraggia è un torrente lombardo in provincia di Sondrio dal percorso molto impetuoso. Questo corso d’acqua di origine glaciale ha carattere torrentizio, e genera delle caratteristiche cascate gemelle descritte addirittura da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico “Su per detto fiume si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere”. Esse, sono visitabili tutto l’anno perché non hanno altro scopo oltre a quello paesaggistico, ma è sempre utile informarsi per tempo sul circondario perché ci troviamo in alta montagna. Famosissime, sono quelle delle Marmore in Umbria, inserite in un ampio e affascinante parco naturale. Hanno un dislivello complessivo di 165 m suddiviso in tre salti, e sono ad appena 7,5 km da Terni. Nascono dal fiume Velino che defluisce dal lago di Piediluco, e in prossimità del comune di Marmora compiono questo salto nella val Nerina.

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Sono visibili da vicino attraverso vari belvedere in basso al centro e in alto, e tutti collegati e fruibili con il pagamento di un biglietto. Sono a flusso controllato perché alimentano una grossa centrale elettrica, e un segnale acustico avvisa dell’apertura delle paratoie di regolazione. Sono visibili anche di notte grazie a una potente e colorata illuminazione a led che le rende ancor più suggestive. Inoltre, inserite in un’area protetta, ci sono tantissime escursioni nella zona che renderanno la visita ancor più interessante. Ricordate di verificare gli orari di massimo getto, anche se, nei periodi di flusso ridotto lo spettacolo è comunque garantito. In val Seriana in provincia di Bergamo, potrete ammirare le cascate del Serio. Purtroppo, sia per il ridursi del ghiacciaio del Trobio e sia per i soliti motivi energetici, questo salto di ben 315 m è visibile poche volte all’anno in tutto il suo splendore, in quanto le acque sono trattenute dalla diga del Barbellino.

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Il fascino di queste cascate è dovuto anche a una leggenda che narra di una nobildonna innamorata di un pastore. Costui però, non ricambiava il sentimento in quanto a sua volta innamorato di una bellissima valligiana. Allora la nobildonna fece imprigionare la giovane che a forza di piangere nelle segrete in cui era rinchiusa, alimentò i ruscelli della zona fino a creare le cascate del Serio. Sono godibili solo 5 volte all’anno per cui è indispensabile informarsi prima della partenza. A Tivoli nel Lazio, visitando la Villa Gregoriana, si potranno ammirare delle cascate caratteristiche perché frutto di ingegneria idraulica. Queste nascono a seguito di un’alluvione che il fiume Aniene, notoriamente impetuoso, provocò nel 1826.

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A seguito di questo evento si decise di deviare il corso del fiume e generare questo salto. Fu quindi edificata la villa con il relativo giardino interamente visitabile. La villa oggi appartiene al FAI, e la visita è a pagamento, ma ne vale la pena perché si godranno lunghe passeggiate in sentieri silenziosi, dirupi, caverne e cadute d’acqua, il tutto immerso in una fitta e ben tenuta vegetazione. Nella bellissima Calabria troveremo le cascate del Marmarico nel comune di Bivonci in provincia di Reggio Calabria. Nascono dalla fiumara Stilaro, sono alte ben 114 m e cadendo generano un piccolo laghetto. Sono immerse in un’area stupendamente selvaggia e ricca di sentieri che si prestano a tantissime escursioni.

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Ogni anno un’associazione locale, tra luglio e agosto, organizza il Marmarico Day a cavallo, per ripulire e sistemare i sentieri del comprensorio. Sono aperte tutto l’anno ma documentarsi sulle sistemazioni e quant’altro non è mai una cattiva idea. Tutte queste attrazioni regalateci dalla natura meritano il massimo rispetto, ma sappiamo bene che del nostro passaggio non bisogna mai lasciare traccia. Spero di avervi fornito utili suggerimenti per simpatiche deviazioni dai percorsi già stabiliti, e vi chiedo come sempre un commento, qualora seguiste i miei consigli. Buon viaggio.

 

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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