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Emblema dell’Abruzzo pastorale, il pastore abruzzese maremmano è una razza canina di rara bellezza dal pelo bianco, soffice e abbondante e dal carattere forte e gentile.

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Fiero, diffidente e impavido come ogni buon abruzzese che si rispetti, è fortemente legato al territorio un po’ come il suo omologo umano. Sicuramente il suo segno distintivo non è l’ubbidienza cieca o la sottomissione totale, piuttosto lo sono la fedeltà, il coraggio e la grande dedizione. Non è un cane che si lascia comandare passivamente, poiché dotato di enorme fierezza e dignità e anche di un innato senso di responsabilità verso tutto ciò che deve proteggere, siano essi greggi, proprietà o persone. E’ dotato di un ottimo equilibrio nervoso che gli consente di controllare le proprie reazioni di fronte a stimoli diversi. Forte e cosciente della sua stazza è normalmente calmo, basta non invadere il suo territorio che osserva e custodisce con attenzione e scrupolo.

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Dotato di un’intelligenza pronta, è capace di prendere decisioni in autonomia come ad esempio scortare un animale ferito o proteggere una pecora durate la delicata fase del parto. Grazie alle caratteristiche del loro pelo, amano stare sotto le intemperie. La storia di questa razza è antichissima, nota già ai tempi dei Romani, utilizzata soprattutto come lo è ora per proteggere le greggi dagli assalti dei lupi e degli orsi. Proprio per questo motivo fu selezionata questa razza dalla livrea candida non confondibile con i predatori.

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Da sempre la terra d’Abruzzo è legata al rito della transumanza, cioè lo spostamento delle greggi in autunno verso i pascoli pugliesi, per poi ritornare poco prima dell’estate. Tutto questo avviene lungo il “Tratturo Magno” che con i sui 244 km e la sua vasta rete di strade battute collega la Basilica di Collemaggio alle pianure foggiane. Indispensabile per guidare e proteggere il gregge nei suoi spostamenti, il pastore abruzzese è diventato parte integrante della cultura pastorale e per gli stessi motivi è da sempre stato scelto per proteggere gli animali nelle masserie disseminate su tutto il territorio. I tempi sono cambiati, ma l’amore tra l’Abruzzo e il suo cane è rimasto, indissolubilmente uniti da un legame atavico e viscerale.

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L’animale che protegge le greggi è sempre presente, ma sempre più spesso è un fiero ed efficiente animale domestico che protegge con amore il suo capitale umano. A conferma di quanto sopra ho voluto conoscere di persona chi a questa razza ha legato affetti e lavoro. Sono stato a Paganica in provincia dell’Aquila per conoscere Vincenzo che è un pastore proprietario di Giorgio di cui vedete le foto. Giorgio è ormai anziano con ben 13 anni di vita vissuta tra combattimenti con lupi e accoppiamenti con cani venuti da mezza Italia. È un esemplare fiero e maestoso che nonostante l’età gode ancora del suo carisma e da solo provvede alla sicurezza della stalla.

giorgio

Vincenzo mi ha aperto le porte di casa sua come tutti gli abruzzesi doc e mi ha raccontato tante storie di Giorgio che lo rendono fiero ma che fanno trasparire un velo di tristezza perché un esemplare come il suo Giorgio sarà difficile replicare per bellezza, fedeltà e operosità. Insomma, Giorgio è l’emblema di questa razza non sempre simpatica e vogliosa di coccole, ma solo perché è dedita al lavoro e alla protezione degli spazi che assume a propri. In conclusione mi preme raccomandare di non farci tentare dalla tenerezza dei suoi cuccioli se non abbiamo gli spazi e le condizioni adeguate per garantir loro un habitat quanto meno simile a quello a cui è abituato da secoli. Estirparli dalle sue radici equivarrebbe a condannarli a vita.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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