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È quella a cui abbiamo assistito i giorni scorsi sull’Altopiano delle 5 miglia in Abruzzo: una vera strage di alberi innocenti.

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L’Altopiano delle 5 miglia è un bellissimo posto situato nel punto più alto che tocca la strada di comunicazione tra Napoli e Pescara. Questo sito ospita, come in tanti sapranno, il comprensorio sciistico Alto Sangro il più bello e completo di tutti gli appennini. Lungo il suo tracciato, si incontra Roccaraso e i borghi di Rivisondoli e Pescocostanzo. È caratterizzato da una sky line di tutto rispetto, con i profili delle montagne tra le più belle dell’Abruzzo, e addirittura, nelle giornate terse all’orizzonte si scorge anche il Corno Grande del Gran Sasso d’Italia.

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Questo rettilineo godeva di una peculiarità: aveva ai lati una interminabile fila di alberi, che se dico secolari non credo di sbagliare. Molti purtroppo avevano causato brutti incidenti, ma la loro presenza, oltre all’aspetto paesaggistico, in inverno consentiva un punto di riferimento nelle bufere di neve che spesso sferzano la zona. Purtroppo devo parlare al passato, perché come tutti sanno, lo scorso lunedì l’Italia è stata attraversata da un’ondata di mal tempo senza precedenti. Il vento forte ha fatto cadere sull’Altopiano un albero, che per fortuna non ha fatto vittime al contrario di quelli caduti in alcune città.

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Ebbene, sapete l’amministrazione provinciale come ha reagito? Con uno strano e solerte intervento (inusuale per la macchina statale), ha provveduto a tagliare, senza se e senza ma, più della metà di questi alberi nonostante godessero di ottima salute, e non rappresentassero alcun pericolo anche in caso di mal tempo estremo. Meno male che esistono ancora amministrazioni comunali che tengono l’ambiente in grossa considerazione, per cui al Comune di Rivisondoli si sono opposti a questo scempio indiscriminato, e non hanno permesso il taglio. Oggi, come potete notare dalle foto, il piano delle 5 miglia è rimasto com’era fino a un certo punto (meno della metà), dopodiché ha perso la sua connotazione principale, diventando un brullo paesaggio di montagna.

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Ma il danno principale, oltre quello paesaggistico, è stato fatto all’ambiente che farà a meno di tantissimi pini in ottima salute, e che non avrebbero ma fatto male a nessuno. Io credo che all’origine di tali iniziative ci sia un’assoluta irresponsabilità, dettata forse dalla paura, o addirittura dal non sapere che sulla terra ogni albero in meno, non è solo un danno al panorama, ma un danno alla salute del pianeta. Non mi stancherò di ripetere che la solerzia dell’iniziativa, e la modalità della stessa, suonano strane. Non voglio entrare in polemiche che sicuramente sfociano nella politica, ma penso sia doveroso, da amante di questa terra e della natura tutta, segnalare, a chiunque possa arrivare questo messaggio, che l’abbattimento di questi alberi non è un’iniziativa destinata alla sicurezza ma un vero e proprio crimine.

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Viviamo da anni l’emergenza, specie sull’Altopiano delle 5 miglia, dell’attraversamento di animali selvatici. Questo fenomeno sta causando non pochi incidenti, di cui alcuni mortali. Invece di concentrarci a trovare una soluzione attraverso i radar o le barriere elettrificate, abbattiamo alberi inermi utili all’uomo e alla natura tutta? Per quel poco che la mia voce può contare, spero che l’appello arrivi a chi possa evitare in futuro iniziative del genere, e meditare su simili errori evitando di perpetrarli. La salvaguardia della vita umana passa anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente. Non dimentichiamolo mai.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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