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In Carinzia la Pasqua viene celebrata in maniera molto sentita con falò, pellegrinaggi, e veli quaresimali.

La Pasqua diventa un’occasione per rispolverare antiche tradizioni e fare festa, tra sacro e profano e tra cultura e buona tavola.  La più importante tra le ricorrenze cristiane è molto sentita, soprattutto in Carinzia, dove i riti tradizioni sono riproposti e tramandati di anno in anno. Nella notte prima di Pasqua, ad esempio, soprattutto nelle valli di Lavanttal e degli Alti Tauri, sui monti si accendono alte pire di legna per annunciare la resurrezione di Cristo, creando uno spettacolo davvero suggestivo.

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Nel piccolo paesino di Plessnitz invece, è usanza scacciare gli spiriti maligni e le negatività con curiosi strumenti di legno composti da asticelle, con cui i bambini corrono per le vie del paese creando un gran baccano. Questo per far sì che il giorno di Pasqua sia spensierato e pieno di gioia e felicità. Nel periodo di quaresima, sopra agli altari austriaci vengono esposti i cosiddetti “veli quaresimali”, tradizionalmente legati all’usanza di origine medioevale di coprire le icone sacre nel periodo antecedente la Pasqua. Semplici divisori, questi veli divenuti col tempo elaborati prodotti artistici raffiguranti episodi biblici anche in chiave didattica oltre che decorativa. La più significativa a livello artistico è il velo di Haimburg datato 1504 realizzato con colori a colla su lino, rappresentanti 36 scene di grande impatto emotivo e cromatico.

Molto sentito è anche il Vierbergelauf, un pellegrinaggio lungo 50 km con un dislivello di 2500 m, che si snoda lungo le cime di 4 monti. Si parte a mezzanotte dal Magdalensberg e con la fioca luce delle fiaccole e al suono delle campane, ci si incammina verso il monte Loreinzberg, passando da Ulrichsberg da dove si ammira una vista mozzafiato. Questo pellegrinaggio si svolge il secondo venerdì dopo Pasqua con un percorso di circa sedici ore che tocca corpo e spirito. Nel periodo di Pasqua nelle cittadine vengono allestiti colorati e vivaci mercatini con prodotti artigianali e le immancabili uova colorate dipinte a mano. Qui troverete i tanti prodotti enogastronomici di questa regione, come il burro dei monti Nockberge aromatizzati con una miscela di papavero, uva passa, noci, zucchero, cannella, melissa e un goccio di rum, preparato in originali forme a foggia di agnellini e pecorelle. Accanto al burro non può mancare il classico Reindling, un dolce soffice di pasta lievitata ripiena di zucchero, cannella, uva passa e nocciole tritate. Tutte ottime occasioni per godere di queste tradizioni e del contatto con la natura in questi posti incantati. La Carinzia è una regione magica che merita una visita anche in periodi lontani dalla Pasqua.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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