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Tanti bei ricordi, spesso si possono condensare in un numero: 040 altro non è che un orario.

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Un semplice 040 a Napoli, città nota al mondo per il mare, la pizza e tante altre cose belle, dal 1999 diventa il nome di uno sci club in ricordo della storia dello sci alpino partenopeo. Uno sci club fondato da un gruppo di amici come Chiara e Stefano Buccafusca, Marino Piscitelli, Anna Lettieri, Roberto Perrone Capano e Alfredo Amato con il semplice scopo di dare una giusta identità al memorial in onore del dott. Emilio Buccafusca scomparso nel 1990.

Oggi raggiungere le montagne abruzzesi preferite dai napoletani cioè il consorzio Alto Sangro, è un gioco da ragazzi. Con l’auto ormai è difficile impiegare più di due ore. Ma Emilio Buccafusca, con la sapiente arte del narratore, ci riporta agli anni 30 del ‘900, quando per raggiungere in inverno Roccaraso per andare a sciare, bisognava prendere il treno che partiva dalla stazione centrale di Napoli la notte alle 0:40 ed arrivava a destinazione alle prime luci dell’alba. Nel sito dello sci club 040 è riportato un brano di questo viaggio. Leggerlo, specie per chi come me ha viaggiato su quel treno, (più recentemente e con una tratta più breve) riporta alla mente tutte le suggestioni che il tragitto anima. Volti, paesaggi incontaminati, profumi, ricordi che difficilmente la velocità di viaggio dei nostri giorni potrà scalfire.

Oggi questo fantastico gruppo dello sci club 040, gode di circa 100 associati ed ha un vivaio guidato da Max Di Salvatore di 40 ragazzi divisi tra le varie categorie (ragazzi e allievi, giovani, cuccioli, baby e topolini). La principale manifestazione organizzata da loro è il memorial Buccafusca tenutasi quest’anno il 29 gennaio scorso e che vede sempre tantissimi partecipanti di vari sci club. Nello stesso week end si celebrano altre personalità di spicco che appartengono alla storia dello sci napoletano. Si ricorda con un trofeo il dott. Egidio (padre di Alfredo Amato) scomparso nel 2006. Viene ricordato Marco Potèna, poliedrico campione nativo di Capracotta, che da sempre ha gareggiato con i colori napoletani, la sig.ra Marcella Cacace, storico punto di riferimento dello sci club Napoli e ultimo, ma per pura cronologia, Pino Perrone Capano il cui trofeo è alla terza edizione.

Questi signori, alcuni tra i quali appartenevano ai pionieri delle 0:40, hanno contribuito a costruire questo scrigno di tradizioni e memorie che ci auguriamo siano di esempio e insegnamento per le nuove generazioni dello sci partenopeo e non solo. Ci sarebbero da scrivere intere pagine sulla storia di questi intrepidi e di chi ai giorni d’oggi tiene viva la loro memoria, ma mi sono ripromesso di scrivere altro in merito a circuiti come il Mastermind e altri trofei che si disputano sulle nostre montagne. In conclusione, e con il permesso dei fratelli Buccafusca, riporto qui di seguito una breve ma delicata poesia del dottor Emilio, scritta forse proprio sul treno di ritorno da Roccaraso. Chiudete gli occhi, e immergetevi nell’atmosfera. Apprezzerete anche se la neve non l’avete mai vista.

“C’è nell’aria come un annuncio di neve. Ed eccola che verrà, senza farsi attendere troppo la neve. Neve. Parola che sembra un soffio e mette nell’animo un senso di leggerezza vivace-triste, fa pensare a tutte le cose umili leggere, delicate piacevoli ma teneramente fugaci. Teneramente fugaci come gli attimi brevi di una poesia spontanea nel profumo-giovinezza della vita ventenne”

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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