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Le leggende ci piacciono per il mistero che le avvolge e quella della stella alpina in modo particolare.

Ci piace tornare bambini e fingere di credere che siano storie vere. Facciamole leggere ai piccoli perché molte di queste favole di montagna sono altamente educative. La stella alpina o Edelweiss che dir si voglia, è un fiore tipicamente alpino detto anche “piede leonino”, è alta 20/30 cm ed è considerata una pianta perenne in quanto reperibile in tutte le stagioni ed è riccamente lanosa per limitare la traspirazione. Proprio questo particolare, in presenza di brina, la rende particolarmente misteriosa e alimenta le varie leggende.

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Una di queste è ambientata su una delle montagne simbolo delle Alpi: il Cervino. Narra di un giovane montanaro aitante e gagliardo, che da poco aveva sposato una dolce e bella valligiana, entrambi amavano profondamente la loro montagna. Lui saliva spesso verso i ghiacciai a raccogliere il ricercato genepì da cui nasce un distillato gradevole tipico del posto, o a cacciare marmotte e altri animali da vendere ai cittadini per le pelli. All’epoca la caccia di questi animali purtroppo non era vietata. I due giovani conducevano una vita modesta ma felice, grazie al loro grande amore. Un giorno lui partì per la montagna e non fece più ritorno.

sa testoInvano la sposa lo attese per 3 giorni, e presa dalla disperazione decise di andarlo a cercare. Dopo camminate estenuanti che la ridussero allo stremo, lo rinvenne esanime tra due lastre di ghiaccio. Distrutta dal dolore, non volle più tornare a casa e pianse e si lamentò ininterrottamente per tutta la sera e la notte. Alle prime luci dell’alba aveva capelli e ciglia coperti da un velo di brina come una peluria argentata. Invocando Dio espresse il desiderio di non volersi più staccare dal suo adorato marito, per poterlo vedere in eterno nel suo letto di ghiaccio. Nostro Signore ebbe immensa pietà per la giovane sposa innamorata, e accogliendo la preghiera, trasformò la sua addolorata figura nel più bello e caratteristico dei fiori di montagna: la stella alpina. Molte possono essere le morali di questa commovente leggenda. È importante leggerla calandosi nell’incantata atmosfera di questa bellissima montagna, sui cui sentieri, in estate come in inverno, potremo trovare tantissime caratteristiche stelle alpine di cui oggi conosciamo l’origine grazie a questa leggenda tramandata da secoli. Molte sono le leggende attorno a questo fiore che è ormai diventato il simbolo della flora di montagna, e se avete pazienza presto ve ne racconterò altre.

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L’Edelweiss è bellissimo, e può stare tranquillo chi non si allontana troppo da casa, perché fa parte dell’habitat di tutte le montagne sopra i 1200/1300 m s.l.m. quindi anche gli appennini ne sono pieni. Però vi chiedo un favore: se potete lasciateli al loro posto. Non dobbiamo mai dimenticare che l’ambiente è bello da ammirare, osservare e scoprire ma se lo amiamo dobbiamo lasciarlo intatto. Così lo preserviamo per noi ma soprattutto per i nostri figli. Grazie a nome di Big Mountain e delle stelle alpine.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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