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Misurina era la figlia di un re di nome Sorapiss che un tempo regnava in un territorio compreso tra le Tofane, l’Antelao, le Marmole e le Tre Cime di Lavaredo.

Era un uomo gigantesco rimasto prematuramente vedovo con questa bambina piccola e graziosa, ma estremamente viziata e dispettosa, e il cui nome in lingua Ladina vuol dire nata in mezzo a due fiumi (rin). La bimbetta, talmente piccola che stava nel palmo della mano del gigantesco padre, faceva dispetti a tutti, tanto che ognuno evitava la loro residenza. Il povero padre la difendeva, adducendo la sua esuberanza all’assenza di una madre che se ne prendesse cura.

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A otto anni Misurina venne a conoscenza di una fata che viveva sul monte Cristallo, che possedeva uno specchio magico con il potere di leggere nel pensiero di chiunque ci si specchiasse. Figurarsi se così capricciosa e viziata non sfinisse il povero padre per avere questo specchio. Il re pur di accontentarla andò dalla fata, e a tutti i costi cercò di convincerla a dargli il trofeo. Ma la fata, molto furba, fu irremovibile: avrebbe donato lo specchio solo se il re si fosse trasformato in montagna, e avesse fatto così ombra alle sue piante bellissime del giardino, proteggendole dal sole.

Misurina non volle sentire ragioni, e si impossessò dello specchio dalle mani del padre, anche perchè era contenta della trasformazione del genitore, così dapoter correre e giocare sulle pendici del nuovo monte. Infatti mentre si specchiava in esso, il buon re Sorapiss iniziò a trasformarsi, gonfiandosi e cambiando colore, con le rughe che divennero crepacci e i capelli alberi. Crescendo la montagna portò con se Misurina che salendo in alto ebbe un capogiro e precipitò nel vuoto.

Il povero re non ancora ultimata la mutazione e assistendo disperato alla morte dell’amata figlia, iniziò a piangere e creò due ruscelli che formarono l’attuale incantevole lago di Misurina, mentre lo specchio nel cadere dalle mani della piccola si fece in mille pezzi, e crea ancora oggi i fantastici riflessi argentati che si possono ammirare sia con la luce del sole che della luna. Ammirando questi riflessi non si può non ripensare alla storia commovente del buon re Sorapiss e della sua piccola figlia

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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