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Ciao, mi chiamo Niv e sono il piccolo e simpatico protagonista de “la leggenda del fiocco di neve”.

Vi racconto la mia storia e del perché i bambini mi amano, anzi amano tutti noi ” fiocchi di neve “. Era un freddo mattino e la leggenda vuole che quel giorno le temperature fossero favorevoli alla mia discesa, così, all’improvviso insieme ai miei cristallini e cristalline, ci ritrovammo catapultati nel giardino di una casa.

Noi come al solito, eravamo intenti ad incastrabimbo alla finestrare i nostri cristalli nel modo più divertente ed armonico, creando quei fantastici fiocchi con i quali Voi ci conoscete. Giocavamo a rincorrerci, a nasconderci per
beffare gli amici, per poi ritrovarci tutti insieme in un morbido e candido manto bianco. Ero felice, il ciclo si ripeteva, avevo vicino i cristalli più cari, potevo fare ciò per il quale ero stato creato, e, questo mi riempiva i cristalli di gioia.

Ma….all’improvviso, qualcosa di unico colpì intensamente la mia curiosità. Guardando verso la casa, si proprio quella alla quale avevamo oramai invaso il giardino con la nostra coltre magica, vidi, attraverso una finestra lo sguardo estasiato di un bambinfiocchi2o alla vista della neve. Aveva gli occhi azzurro ghiaccio spalancati e brillanti per lo stupore. Il piccolo non staccava per un attimo lo sguardo, e dai suoi occhi traspariva tanta gioia, ma anche tanta tristezza.

Si, perché osservandolo più attentamente, quell’adorabile creatura, aveva più di un motivo per essere triste, e, in quel preciso istante lo capii. Quel bimbo era TOBIA, di soli 6 anni, che dalla sua finestra osservava il mondo che lo circondIMG-20170201-WA0007ava, e poteva farlo solo da lì. Tobia era malato, e quella finestra, era il suo unico occhio sulla realtà. Tobia non aveva mai visto la neve, e quello spettacolo lo aveva dolcemente accompagnato in un mondo incantato.

Adesso, con gli occhi spalancati e lo sguardo gioioso, immaginava di poter rotolare su di “noi”, di fare un gigantesco pupazzo di neve, di poter stare in un igloo, e di poter pescare in un laghetto tra le nevi. Era estasiato, e noi lo osservavamo senza ” batter cristallo “! Poi rompendo quel silenzio che ci stava inglobando, ecco apparire dinanzi a noi Fanie, la nostra madre neve, che con il suo immenso amore, ci segue e ci guida quotidianamente. Fanie conosceva Tobia e, sapeva quanto sarebbe stato felice se per una volta fosse riuscito a toccare “noi “….fiocchi.pupazzo di neve

Allora in un attimo tutti ci avvicinammo alla finestra e pian piano cominciammo a fare divertenti disegni sul vetro, e a ricoprirla tutta. Tobia era incantato, seguiva ogni piccolo cristallo e sorrideva. Con l’aiuto di Fanie abbiamo imbiancato tutto e ci siamo riuniti per creare un grande pupazzo di neve. Il pupazzo di neve ha sorriso a Tobia, e, lui come per magia si è alzato ed ha aperto la finestra. In quell’istante la sua stanzetta si è trasformata in un magico igloo, e Tobia ha camminato, si è rotolato nella neve ed ha finalmente pescato in quel laghetto tanto desiderato.

Tobia non soffre più, non ha più lo sgucristallo di neveardo triste, non desidera più nulla, Tobia è felice. Ha visto ed ha avuto tutto quello per il quale guardava sempre fuori da quella finestra, il suo buio è sparito, ed ora può finalmente vivere anche lui come un dolce CRISTALLO!

Questo racconto è un omaggio a Big Mountain e a tutti gli appassionati da parte della nostra amica Alessandra

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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