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Quello della lavorazione della pietra bianca della Majella è un lavoro antico che si perde della notte dei tempi.

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Fin dai tempi dei romani gli artigiani abruzzesi erano apprezzati per la loro maestria nel lavorare la pietra locale. La contiguità con la montagna madre, ha fatto nascere per esigenza quasi condizionata l’attività di estrazione della pietra e la sua diretta conseguenza, cioè la lavorazione. Questa antica tradizione si è diffusa soprattutto nella zona del versante pescarese della Maiella nei comuni di San Valentino, Abbateggio, Roccamorice, Manoppello e Lettomanoppello. Un’arte che gli scalpellini di Lettomanoppello, la piccola ‘Carrara d’Abruzzo’, si tramandano fin dall’Ottocento. Gli artigiani di questo piccolo paese alle pendici della Maiella, riescono a ricavare da un materiale povero come la pietra, artefatti di notevole interesse artistico che arredano e caratterizzano la maggior parte dei borghi abruzzesi sia sulle facciate degli edifici che nell’arredamento domestico.

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Gli scalpellini in piena attività sono rimasti pochi e svolgono quest’arte solo per diletto o come secondo lavoro, ma le potenzialità e la maestria di questi artisti e artigiani potrebbe essere valorizzata e potenziata per consentire a questa antica tradizione di  non scomparire. Dovremmo riscoprire questi antichi mestieri per promuovere la ripresa economica del territorio anche sotto il profilo turistico e artigianale.  La pietra bianca, duttile e malleabile, è perfetta per essere lavorata, grazie alle abili mani di ottimi scalpellini. Nascono così piccoli capolavori che possiamo osservare nelle facciate di diversi edifici della zona, in rosoni delle chiese, in giardini o in armoniosi camini. Questi abili artigiani partendo da rozzi blocchi squadrati riescono a ricavare oggetti artistici e di uso quotidiano con mirabili fogge, modellando e levigando la pietra con abile maestria.

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La loro sfida è quella di trasformare l’elemento naturale della pietra bianca della Maiella in materia creativa, un foglio bianco da plasmare per esaltare al massimo la bellezza naturale della pietra e la loro creatività di maestri scalpellini. Un esempio perfetto di questa nobile arte la possiamo ritrovare nell’Abbazia romanica di S. Liberatore a Maiella nel comune di Serramonacesca in provincia di Pescara. La facciata e altri elementi architettonici interni di questo capolavoro sono realizzati in pietra bianca della Maiella abilmente lavorata e immersa in uno scenario naturale suggestivo e d’impatto che varrebbe la pena visitare.

Special thanks to Sabina Sartorelli

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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