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Due eventi distinti ma collegati ad Aosta per conservare la millenaria tradizione della fiera di Sant’Orso e della notte bianca.

Il primo comunemente conosciuto come la “Millenaria”  proprio perché affonda le radici nella notte dei tempi. Si narra infatti che Sant’Orso distribuisfiera2se ai bisognosi viveri, indumenti e sabot ricavati da un unico pezzo di legno a chi andava in giro scalzo, proprio davanti alla collegiata che porta il suo nome. Devoti al santo che pare sia morto il primo febbraio, i valdostani, molto legati alle loro tradizioni da allora celebrano il loro beniamino con questa fiera il 30 e il 31 gennaio.

È una fiera singolare e coloratissima in cui l’artigianato locale è rapprfiera3esentato in tutte le sue forme. La parte principale è costituita dagli artigiani del legno che qui sono numerosissimi, e che orgogliosi mostrano il frutto del loro lavoro cercando di carpire dai volti dei visitatori anche il minimo cenno di gradimento per le loro produzioni. Si trovano opere ricavate da castagno, abete, pino, ciliegio, cirmolo, ontano, melo, pero e tiglio. Le resine dei vari tipi di legni inebriano con i loro profumi i tanti visitatori.

Qui si trova di tutto, dall’artigianato artistico agli oggetti di uso quotidiano come posate taglieri o piatti. Oltre al legno potrete ammirare lavori di pietra ollarfiera4e, cuoio e drappeggi di varia fattura, come il tombolo di Cogne e tantissimo intreccio del vimini. Ovviamente tutto rigorosamente daproduzioni artigianali delle valli circostanti, in virtù di una tradizione tramandata da secoli. Ma attenzione: impossibile non comprare nulla, perché come da tradizione, sembra che un qualunque oggetto acquistato alla fiera di Sant’Orso porti bene.

 Stare dalle 5 di mattina esposti alle temperature di fine gennaio nonnotte-bianca1 è uno scherzo per i venditori, quindi per riscaldare, rifocillare e far rilassare artigiani e visitatori dopo una giornata di duro lavoro, nella notte tra il 30 e il 31 nasce il secondo evento correlato, ovvero la notte bianca o Veillà (veglia) creata appositamente dai ristoratori locali. Tutto è organizzato da tempo, e si aprono case, solai, ristoranti e bar per dare vita a un evento ludico e gastronomico, unico nel suo genere.

Per l’occasione vengono aperte le “crotte” che sono gli antichi camminotte-bianca2namenti sotterranei di Aosta, e che spesso risalgono a epoca romana. Questi ambienti grazie a una minuziosa organizzazione accolgono con calore e simpatia per l’intera notte il popolo degli insonni. Si darà così vita a una notte bianca che provata una volta potrebbe diventare un appuntamento fisso a cui sarà difficile sottrarsi.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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