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Domenica 8 settembre a Pacentro in Abruzzo, antico borgo medievale alle pendici settentrionali della Maiella, si ripete la Corsa degli Zingari, un rito che mescola sacro e profano.

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Come tutti gli anni, in occasione della festa della Madonna di Loreto, si svolge questo evento. Trenta giovani pacentrani affrontano scalzi il sentiero roccioso e scosceso che parte dal colle Ardinghi in prossimità della Pietra Spaccata e dopo una corsa massacrante di 862 m di saliscendi arriva alla Chiesa della Madonna di Loreto. Ovviamente, il termine con cui si chiamano i corridori non ha nulla a che fare con le popolazioni rom o sinti, ma indica colui che non ha più nulla, neanche le scarpe. L’origine di questa tradizione, emozionante e a tratti cruenta, si perde nella notte dei tempi, forse nata come rito arcaico e propiziatorio per ottenere un raccolto abbondante. In tempi più recenti le notizie storiche documentate conducono fino a Jacopo Caldora, valoroso Capitano condottiero e Capitano di Ventura, diventato famoso dopo la sconfitta inferta a Braccio da Montone nella battaglia di Bazzano del 1425 che pose fine al lungo assedio della città de L’Aquila. Il Caldora, feudatario e possidente delle terre del Contado di Pacentro, aveva fondato una prestigiosa scuola militare frequentata da importanti e valorosi soldati dell’epoca. Proprio in occasione della Corsa degli Zingari, oltre a premiare il vincitore con il Palio, egli considerava vincere questa prova di coraggio il lasciapassare per entrare tra le fila del suo potente esercito mercenario.

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Questa tradizione che si perpetua ogni anno, siamo arrivati alla 569ª edizione, non impegna solo gli adulti. Prima della corsa degli zingari, ha luogo una competizione analoga, che vede impegnati i ragazzini fino ai dodici anni. È la cosiddetta “corsa degli zingarelli”, nella quale i giovani protagonisti percorrono a piedi nudi le vie lastricate del centro abitato, in un percorso ben più breve e meno cruento di quello fatto dagli adulti. La corsa degli adulti ha conservato nel tempo i suoi aspetti più aspri e duri, tanto da far arrivare i partecipanti al cospetto della Madonna di Loreto, stremati a causa del duro e doloroso percorso e con i piedi scarnificati dalle ferite provocate dai rovi e dalle pietre. Il vincitore dopo le medicazioni viene portato a spalla in trionfo per le vie del paese e per ricevere il Palio di Stoffa simbolo del suo valore e del suo coraggio. Se volete assistere a questo evento pregno di coraggio e dedizione, non vi resta che fare un salto a Pacentro per partecipare col fiato sospeso a questa unica ed emozionante rievocazione.

Foto dal web

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