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Possedere una casa sull’albero è stato il sogno di molti bambini e oggi può diventare realtà.

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Tanti di noi da piccoli (tranne i pochi che hanno potuto permetterselo) hanno sognato di averne una, o per emulare gli adulti in uno spazio autonomo dove gestire la propria vita o per rifugiarsi dal mondo all’apparenza ingiusto dei grandi. Sul perché di questa voglia le scuole di pensiero sono diverse. Si pensa che dall’alba dell’umanità il rifugio sollevato da terra permettesse una visione d’insieme e un riparo da ospiti indesiderati. Quello che è stato rimarrà una supposizione perché non suffragato da alcuna certezza, ma resta il fatto che tutt’oggi il desiderio di vedere le cose dall’alto ci dà la sensazione di controllo di tutto ciò che ci circonda, e ci permette di vivere a stretto contatto con una natura pulsante, pulita e priva di rumori fastidiosi.

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Le comunità arboricole nel corso degli anni sono aumentate, e se in tanti hanno abbracciato questo stile di vita, ci saranno dei buoni motivi. Qualche tempo fa ho seguito una serie televisiva che parlava proprio di strane case sugli alberi, e posso dire di averne viste di tutte le fogge. Molte di queste sono anche riportate nelle slide show di questo articolo. Ma per restare con i piedi per……aria, senza scomodare le opinabili americanate, ci può servire come riferimento il passo fatto da una famiglia torinese che dal 2002, sui monti Pelati in Piemonte, ha scelto di dare un radicale cambiamento alle proprie abitudini di vita. Un bel giorno padre, madre e la loro piccola hanno eletto a domicilio i boschi attorno a queste montagne, iniziando a costruire qui la loro dimora. Certo le attenzioni e la fatica necessarie non sono state poche, sia per il peso della materia prima da portare in alto, sia perché, contrariamente alle apparenze, queste abitazioni non gravano affatto sull’albero nell’ottica del rispetto per l’ambiente ospitante.

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Le strutture infatti poggiano su solidi pilastri di legno conficcati nel terreno che al massimo inglobano l’albero e lo fanno con materiali assolutamente non invasivi per l’amico vegetale. Pian piano questi amici hanno attirato altri potenziali arboricoli che hanno costituito una vera e propria comunità.  Le costruzioni sono aumentate, creando a circa sette metri da terra, un mini villaggio dotato anche delle aree comuni per passare insieme spazi della giornata come il pranzo che è preannunciato dal suono di caratteristiche conchiglie che urtano tra loro. Sia chiaro che i componenti di questo borgo semi aereo, non si sentono figli dei fiori o estremisti ambientalisti. Infatti tutti loro continuano a svolgere in città o altrove le normali attività di ufficio o di studio che facevano prima.È cambiata solo la loro dimora e di conseguenza, nella totale full immertion nella natura, il loro stile di vita. I ritmi, gli aromi e i suoni accompagnano la loro giornata, e durante le ore trascorse in casa, assaporano tutto quello che di bello e buono i nostri amici alberi sono in grado di donarci. In Italia, sulla scia di questi invidiabili pionieri, stanno nascendo strutture di accoglienza turistica che offrono ospitalità a pochi metri da terra, anche se inserite in resort con tutti i confort.

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Infatti la vita sugli alberi, grazie anche alle moderne tecnologie che catturano l’energia solare e eolica, è accompagnata spesso da elettricità, idromassaggio, aria condizionata e wi fi per gli irriducibili. Sono nate aziende specializzate per la progettazione e la realizzazione di queste strutture, e possono accontentare tutte le tasche partendo addirittura da € 20.000,00 all’infinito o quasi.  E cosa bellissima, grazie a loro, se si dispone di un bel giardino alberato, si può creare per i più piccoli la famosa casa sull’albero che forse in tanti abbiamo desiderato ma mai avuto. Vi invito quindi a mettervi alla ricerca di strutture turistiche dotate di rifugi sugli alberi perché a mio avviso è un modo per stare nella natura vera e riconciliare lo spirito e il corpo dopo un anno trascorso a contatto con lo stress quotidiano. Non dimenticate di farmi sapere se vi è piaciuta.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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