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Anche se non sei sciatore o rocciatore, nel moderno turismo di montagna la noia è bandita dal vocabolario.

Mi è capitato spesso di parlare con persone che rifiutano la montagna solo perché non sanno sciare, o addirittura adducono questo rifiuto al pessimo rapporto con il freddo. A mio avviso non c’è nulla di più sbagliato. La montagna non è, e non è mai stata, un posto dedicato esclusivamente a sciatori o scalatori. Purtroppo, per scarsa informazione o per pigrizia, questo credo per molto tempo ha dilagato. Ultimamente, grazie ai mezzi di informazione, ai social e alle community, e grazie alla volontà di tanti operatori e di tanti consorzi di professionisti del turismo in quota, si sono sviluppate moltissime attività alternative o parallele allo sci.

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Tutto questo va a beneficio degli sciatori stessi e dei refrattari all’arte dello “scivolamento” su base innevata. Si va dall’aperitivo in pista definito “Apres ski” e praticato da strutture a ridosso delle piste ma raggiungibili anche a piedi, spesso con annesso ristorante stellato, a bellissime e panoramiche discese con gli slittini, passando per escursioni di sleddog o passeggiate in slitte a cavallo. Ultimamente ho trattato delle SPA affacciate su panorami mozzafiato, ed è mia intenzione, per alcuni appuntamenti, parlare delle principali attività alternative allo sci che oggi allietano in montagna anche le persone più riluttanti a quest’ambiente. La pratica dello sleddog risale a tempi remoti, e come tante nasce per necessità di spostamento.

È costituita da una sintonia quasi viscerale tra cani e musher (conduttore della slitta) ed è un’attività faticosa ma altamente premiante. Sia per il contatto con i cani e la natura, sia per lo sforzo e il consumo calorico che la stessa comporta. Da qualche anno in Italia, specie in Val d’Aosta e in Trentino, sono nate associazioni che unitamente agli albergatori o alle pro-loco propongono diversi pacchetti di avvicinamento a questa disciplina. Andiamo dalla semplice uscita in giro per i boschi a corsi di avvicinamento e pratica. In questi si inizia dalla conoscenza e cura del cane fino ai rudimenti per la pratica di questo sport.  A mio avviso non è impossibile, specie per chi come me ama i cani e tutti gli animali.

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Altra cosa certamente meno faticosa e più soddisfacente, per spiriti meno solitari, è l’apres ski. Negli ultimi anni non esiste stazione, da nord a sud dell’Italia, che non proponga questa abitudine. In alcune stazioni alpine come la Val Badia ad esempio, scendono in campo ristoranti con chef stellati che dalle 13 in poi offrono anche ostriche e bollicine direttamente in terrazza per quindi staccarsi ben poco dagli sci. Queste terrazze, raggiungibili anche dalla strada, offrono, specie ai giovani, ottime passerelle e luoghi di aggregazione per tutte le tasche.

Ma il tutto non si ferma al cibo, tanto che nel primo pomeriggio si aprono le danze e intervengono spesso famosi dj delle più importanti emittenti radio. A quel punto un aperitivo giusto e tanta musica di grido bastano ad accompagnarci al tramonto senza rendersene conto. Ma niente paura. Qui entra in ballo la professionalità e l’accoglienza turistica. Alcune piste sono illuminate per consentire il rientro in totale sicurezza, ma i pigroni o i freddolosi possono contare su battipista attrezzati, o impianti aperti fino a che tutti siano rientrati. Non male come inizio dei miei consigli a chi dice di non amare la montagna, e sono certo che a conclusione di questa serie di miei suggerimenti, molti troveranno i soggiorni in montagna più intriganti e piacevoli.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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