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Che Natale sarebbe senza le sue tradizioni e senza i pastori del presepe?

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È pur vero che in molti, specie fuori da Napoli, conoscono il presepe solo per le famose frasi della commedia di Eduardo “Natale in casa Cupiello” e non sanno che dietro questa rappresentazione c’è una storia millenaria. Le rappresentazioni in immagini sono varie e disparate, e si perdono nella notte dei tempi.  Il primato della realizzazione concreta è di San Francesco d’Assisi che nel 1223, dietro autorizzazione di Papa Onorio III, realizzò con umili e poche cose il primo vera presepe.

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Bisognerà aspettare il XV secolo per apprezzare nella tradizione napoletana i primi veri e propri scultori di figure, che diedero vita a una scuola e una tradizione ormai celebrata e conservata in tutto il mondo come vero e proprio “presepe napoletano”. Esistono anche altre scuole, come quella altoatesina, dove veri e propri artisti intarsiano il legno. Creano rappresentazioni della natività o all’interno di pezzi unici di legno, o i personaggi in varie dimensioni scolpiti e lasciati grezzi o dipinti. La più diffusa e conservata in giro per il mondo resta la tradizione napoletana. Qui l’evoluzione artistica ha portato, grazie al contributo dei Borbone, ad arricchire sempre più i personaggi che all’inizio erano addirittura a grandezza naturale per poi diventare di circa 70 cm di altezza.

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La lavorazione della seta di San Leucio ha impreziosito ancor di più queste figure che tutt’oggi possiamo ammirare nei presepi della Reggia di Caserta o della Certosa di San Martino a Napoli. In molte famiglie aristocratiche napoletane sono conservati presepi tramandati di simile fattura, questi sono ben custoditi per il loro enorme valore. Pensate che si deve all’autore del Cristo velato della Cappella San Severo l’istituzione di una vera e propria scuola di scultori per presepe. Tutto il resto è storia che nel corso dei secoli ha dato varie fogge e grandezze a questa stupenda arte, per arrivare ai giorni nostri nella famosa via di San Gregorio Armeno dove esistono artisti la cui opera è tramandata da generazioni, e dove da mezzo mondo ogni anno accorrono migliaia di persone per accaparrarsi le ultime novità. Si perché in questa strada, ogni anno il presepe si arricchisce delle rappresentazioni di personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica.

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Di fianco a pecorelle e bambinelli potrete trovare Berlusconi, Higuain (forse non più), Renzi, Insigne, Valentino Rossi, Pino Daniele ecc ecc. infatti è proprio nel mischiare sacro e profano che trova successo nel tempo l’arte presepiale napoletana. L’allestimento del presepe è intesa all’interno della famiglia come una sorta di cerimonia di aggregazione, dove tutti contribuiscono alla sua costruzione che ogni anno si arricchisce o si rinnova. Inoltre è utile sapere che nell’antica tradizione esistono personaggi che non possono mancare in un presepe perchè ognuno di questi ha un significato, e la sua presenza sarà propiziatoria per la casa. Ad esempio Benito, il pastore che dorme, non va svegliato perché potrebbe sparire con tutto il presepe o i due “compari” zi Vincenzo e zi Pasquale che rappresentano Carnevale e la Morte. Oppure Stefania che sebbene nubile voleva adorare il bambinello e per questo motivo venne allontanata dagli angeli, allora si mise una pietra sotto la veste per apparire incinta e la pietra si trasformò in bambino che fu chiamato Stefano, e ad oggi viene festeggiato il giorno dopo Natale.

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Anche i venditori devono essere almeno 12 e ognuno rappresenta un mese dell’anno (aprile venditore di uova, giugno panettiere, novembre venditore di castagne ecce cc). Come potete vedere in ogni piccola o grande cosa di questa stupenda tradizione si cela un significato che nel corso dei secoli, grazie alla cultura popolare, è stato tramandato sapientemente. Se così non fosse non avremmo presepi in ogni angolo del mondo ben tutelati dalle profondità dei mari o sulle cime più alte. Dove non ci fosse, vi consiglio di mettere un bel presepe accanto all’albero per festeggiare il Natale. Nel farlo seguite le tradizioni che potrebbero essere un aiuto per rinsaldare i vincoli familiari che i ritmi della vita moderna ci stanno facendo dimenticare. E perché no, per comprare un presepe potreste approfittare di fare un salto a Napoli (per chi non vi abita) e visitare San Gregorio Armeno cosi negli anni a venire anche nella vostra casa ci sarà un eccellenza della tradizione napoletana e natalizia. Con l’occasione vi consiglio di leggere quanto lo scorso anno ho scritto su questo sito in Big Mountain non trascura san Gregorio Armeno a Napoli.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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