CONDIVIDI
image_pdfimage_print

Esiste una muraglia tutta italiana a Fenestrelle in Piemonte, ed è un forte che non ha nulla da invidiare alla sorella maggiore cinese.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Sarà il carattere riservato dei piemontesi o la posizione defilata, ma molti non sanno che la seconda fortificazione al mondo dopo la più famosa Muraglia Cinese è in Italia in val Chisone in provincia di Torino. Si chiama Forte di Fenestrelle e fu edificata tra il XVIII e il XIX secolo per proteggere la pianura piemontese da attacchi francesi. La storia è singolare perché nella zona la costruzione di fortificazioni ebbe inizio nel 1690 da parte di Luigi XIV a difesa di eventuali invasioni della Francia dal versante piemontese. Nel corso dei secoli, e a seguito di capovolgimenti di fronte, si edificarono varie difese nella valle e in particolare a Fenestrelle dove c’è un evidente strozzatura della vallata per proteggere cosi il Piemonte dalla Francia. Fu così che a Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1727 fu presentato il progetto del forte di Fenestrelle a difesa della pianura piemontese.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Un’ opera a dir poco ciclopica, che sfruttava già fortificazioni preesistenti ed erigeva un muro lungo tutto il versante sinistro della vallata. È costituita da vari corpi di fabbrica collegati da questo muro al cui interno c’è una scala di 4000 gradini e un percorso esterno che all’epoca era ad appannaggio del sovrano in visita. Se oggi si fosse costruita un’opera del genere si sarebbe gridato allo scandalo e sapete perché? Tranne che per una rappresaglia da parte dei partigiani nell’ultimo conflitto, per fortuna non è mai servita a nulla, tanto che nel 1946 fu abbandonata dall’esercito e mai più utilizzata per scopi militari. L’unico vero utilizzo è stato nel corso dei tempi quello di prigione militare e civile. Dopo un totale abbandono e grazie all’opera di un’associazione di volontari, nel corso degli ultimi anni è stata quasi interamente riportata in vita con un recupero funzionale che consente oggi di visitarla previa prenotazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

È diventato così il simbolo della provincia di Torino ed è anche inserita dal World Monument Found nella lista dei 100 siti storico archeologici di rilevanza mondiale e a rischio. La struttura è costituita da tre corpi di fabbrica e sette ridotte: il San Carlo, il Tre Denti e il delle Valli. Queste vecchie fortezze sono unite tra loro da un tunnel con 4000 gradini che costituiscono la scalinata coperta più lunga d’Europa. La superficie complessiva è di ben 1.350.000 mq con una lunghezza di 3 km e un dislivello di 650 m. In passato su questa gradinata si sono svolte anche gare podistiche per veri polmoni d’acciaio. La fortezza che, come detto, non ha mai avuto un utilizzo bellico ha funzionato nel corso degli anni come prigione sia di stato che militare. E proprio nell’utilizzo di prigione che attorno a lei sono nate varie storie spesso non confutate dalle documentazioni storiche.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Molti i personaggi illustri rinchiusi perché all’inizio qui erano mandati gli oppositori di Napoleone in specie prelati borbonici e poi in seguito anche ufficiali di ideali mazziniani. Spesso su richiesta di alcune famiglie qui venivano rinchiusi giovani ritenuti “discoli”, dando alla struttura quasi il compito di collegio militare. Fatto singolare è che durante l’epoca napoleonica i detenuti dovevano provvedere a proprie spese al sostentamento, mentre in epoca Sabauda era il regno, come oggi fa lo stato, a provvedere al mantenimento dei detenuti. Più triste e dolorosa l’epoca dell’unificazione d’Italia. Qui furono reclusi i militari deportati dal Regno delle due Sicilie. Il numero pare sia incerto, ma compreso tra i 24.000 e i 120.000 e nonostante fossero tenuti in camerate, le condizioni erano disastrose tanto che i prigionieri tentarono una rivolta senza successo. Come anticipato, oggi l’associazione che ne ha curato il restauro ha organizzato tre tipi di visite in virtù del tempo che il turista ha a disposizione, e il sito del Forte è ampiamente esaustivo circa le modalità di prenotazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La val Chisone che ospita il Forte di Fenestrelle è comunque un posto bellissimo che merita attenzione. È una valle tranquilla, disseminata di borghi in cui il tempo è scandito dai ritmi della natura. Tra le tante attrattive ve ne segnalo una: la produzione del formaggio Plaisentif. Viene definito il formaggio delle viole perché prodotto con latte munto in alpeggio a giugno, mese in cui questi fiori sono presenti nei prati. Secondo una ricetta che risale al 1500, subisce un processo di stagionatura in cantine di pietra sottoposto a regole rigide che ne consentono la vendita solo dopo la terza domenica di settembre. Oltre a Fenestrelle non dimentichiamo che la zona ospita altre strutture fortificate degne di risalto come il Forte di Bard, quello di Exilles e il forte di Vinadio che certamente in caso di trasferta in zona meritano una visita. Il primo è in val d’Aosta e risale al XIX secolo, edificato come il Fenestrelle dai Savoia a difesa dei luoghi. Dopo anni di abbandono, è stato sottoposto a un grosso intervento che ne garantisce un recupero conservativo con strutture dedicate alla cura del design.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Exilles invece è situato in Piemonte. Anche lui come Fenestrelle è stato usato dai francesi e dai Savoia ma è il più antico di tutti. Grazie a due comodi ascensori esterni è comodamente visitabile ed è anche sede di un bellissimo Museo Nazionale della Montagna. Il forte di Vinadio, detto anche Albertino, fu eretto tra il 1834 e il 1847 da Carlo Alberto di Savoia nella valle Stura di Demonte a guardia delle circostanti valli confinanti con la Francia. Oggi, interamente restaurato, ospita numerose manifestazioni. In inverno all’interno è attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio, mentre d’estate si organizzano campus di roller Freestyle. Archiviato l’inverno, dobbiamo guardare avanti e cercare sempre nuove mete, visto che abbiamo la fortuna di vivere in un paese dove ogni angolo ci riserva una bellezza paesaggistica. Pensateci alle fortezze piemontesi e fatemi sapere.

CONDIVIDI
Articolo precedenteRisotto alla crema di asparagi, la primavera nel piatto
Articolo successivoStrudel di pasta fillo con verdure, un’idea originale
Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

LASCIA UN COMMENTO