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Il Cervino, una delle montagne più famose delle nostre Alpi, con uno specchio d’acqua in cui si riflette: il lago Blu.

È una montagna tra le più conosciute al mondo, non per l’altezza, ma per la sua caratteristica forma a piramide e per le tante leggende sulla sua origine, come quella del gigante Gargantua o quella del Monte di…vino.  Pochi invece ccervino-e-lago-blu3onoscono due cose importantissime: la proverbiale ospitalità dei valligiani, e l’esistenza di un laghetto a pochi km da Cervinia, in cui si specchia il gigante.

Un’antica leggenda narra una storia che pare colleghi le due cose. Nella notte dei tempi, quando si camminava solo a piedi, un viandante stremato dalla fatica bussò ad una baita i cui abitanti erano noti nella zona per la loro cattiveria e maleducazione. L’uomo chiese qualcosa con cui sfamarsi, ma ottenne solo uno sgarbato rifiuto da tutti gli abitanti della baita, tranne il piccolo di casa (probabilmente fuori razza), che gli offrì la sua scodella di latte appena munto. Indispettita, la mamma afferrò la scodella, la svuotò e sostituì il latte con dell’acqua sporca.

Il viandante inviperito scappò via, promettendo vendetta, mentre il cervino2bimbo per punizione fu mandato tra i boschi a raccogliere legna. Al ritorno trovò, al posto della baita di famiglia, l’attuale Lago Blu. Si disperò tantissimo al cospetto della vendetta del viandante, ma poi si adoperò per ripopolare la valle di gente buona che avesse un senso dell’ospitalità maggiore dei compianti genitori (non ci voleva poi tanto).

Il lago Blu, situato alle porte di Cervinia, è uno scrigno di rara bellezza le cui acque prendono la loro caratteristica colorazione blu indaco grazie a delle particolari alghe presenti nei suoi fondali. Specie d’estate poter trovare tra i tanti turisti lo spazio per fotografare il Cervino che si riflette nelle sue acque è un’impresa spesso ardua. Impresa ancor più ardua, trovare nella zona alberghi o ristoranti, di tutte le categorie, che offrano ospitalità scadente.

Probabilmente i discendenti del bambino tanto sfortunato, hanno conservato la memoria genetica del trauma subito dai propri avi, così da non negare cortesia e ospitalità a nessuno. Perfino sulla rcervino-e-lago-blu2occia a strapiombo del Cervino, sempre in questo sito ho narrato del rifugio più alto e più piccolo del mondo che offre riparo a chiunque si trovasse in difficoltà durante l’ascesa. Come è vero che gli insegnamenti tramandati spesso servono a migliorare le persone e anche intere comunità.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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