CONDIVIDI
image_pdfimage_print

Una delle tradizioni alpine più popolari riferite alla Pasqua è quella dei “Pasquali” di Bormio.

Si tratta di un rito con origini antichissime, che a partire dalla prima metà del xx secolo è diventato sempre più spettacolare, tanto da attirare un pubblico numeroso da diverse località italiane ed estere. Un’antica usanza, tra religione e tradizione, arrivata intatta fino ai giorni nostri: i “Pasquali” sono una manifestazione unica nel suo genere. Infatti, a Bormio, in Alta Valtellina, non c’è Pasqua senza i “Pasquali”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Si tratta di un evento che affonda le proprie radici nelle tradizioni contadine e religiose, e che ancora oggi, richiama l’attenzione e la partecipazione attiva di tutti gli abitanti. Con il termine “Pasquali” vengono indicate delle elaborate portantine a tema religioso; queste vengono costruite dai giovani del paese nei mesi invernali, pronte per essere portate a spalla il giorno di Pasqua in una colorata sfilata per le vie di Bormio. Nei vari “reparti” cioè quartieri del paese (Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore) si formano dei gruppi di persone che, sotto la guida di un capo, preparano il loro progetto.

PSQ articoloTutto è studiato nei dettagli, dal significato religioso alla lavorazione nella quale gli artigiani locali esprimono il meglio della loro arte. Lo scopo naturalmente è riuscire a creare il Pasquale più rappresentativo. La manifestazione è resa ancor più suggestiva dalla partecipazione di bambini, famiglie e gruppi folkloristici, tutti vestiti con il costume tradizionale. I “pasqualisti”, portano a spalla le portantine, mentre le donne completano la sfilata con fiori e piccoli prodotti artigianali. Infine, una giuria di esperti stila una classifica in base a diversi fattori, dal significato religioso al lavoro artigianale e artistico, senza dimenticare l’aspetto culturale e tradizionale, fulcro della manifestazione stessa.

Il lavoro che sta dietro alla preparazione delle portantine dei Pasquali è enorme, sia dal punto di vista creativo che dal punto di vista artigianale, e coinvolge i membri dei cinque rioni bormini per buona parte dell’anno. La tradizione nasce dall’antica usanza di agghindare e decorare il giorno di Pasqua cinque agnellini, uno per ogni rione di cui si compone Bormio. Questo determinava una sorta di rivalità tra le varie contrade, che cercavano di dare vita alla decorazione più bella; gli agnellini venivano poi portati nella chiesa dei santi Gervasio e Protasio per essere benedetti.

PSQ articolo2Col passare del tempo la tradizione si è evoluta fino a diventare quella attuale. Oggi in occasione dei Pasquali a Bormio non si decorano più agnellini ma dei veri e propri carri allegorici che, a differenza del carnevale, fanno riferimento a tematiche e personaggi religiosi. In occasioni dei Pasquali tutta Bormio è in festa: la mattina di Pasqua gli uomini si vestono con il costume tradizionale, si radunano nella piazza delle scuole dove i giovani si caricano sulle spalle le pesanti portantine allegoriche, e da qui inizia la sfilata per le vie del paese fino alla Piazza del Kuerc, di fronte alla chiesa, dove gli artefatti verranno benedetti al termine della messa solenne. Tutti buoni motivi per trascorrere le vacanze pasquali a Bormio, fra sci, svago, divertimento, benessere, storia e tradizione.

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl Ciauscolo, il salame spalmabile marchigiano
Articolo successivoConiglio in potacchio delle colline marchigiane
Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

LASCIA UN COMMENTO