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L’Alto Adige e tutte le sue località sono profondamente legate a usi e costumi delle tradizioni popolari che spesso nascono dalla storia di questa terra magica e accogliente.

Per capire e conoscere la gente dell’Alto Adige basta essere presente a una delle tante feste che rievocano la storia e le tradizioni di questi falo-in-cimaposti, respirarne l’aria, per fare un tuffo nel passato di queste montagne e come per incanto celebrare il presente. Una delle rievocazioni più importanti è quella del Sacro Cuore di Gesù che risale al 1796.

All’epoca Napoleone stava invadendo il Tirolo con le sue truppe. Gli abitanti di tutta la regione, inferiori nel numero e mal equipaggiati, come auspicio sull’esito finale, si rivolsero al Sacro Cuore di Gesù. Andreas Hofer, paladino della libertà del Tirolo, dopo la vittoria nella battaglia di Berg Isel sulle truppe Franco Bavaresi, rinnovò questa devozione iniziando una importante celebrazione che tutt’oggi è viva nell’animo dei tirolesi. Circa a metà Giugno, la domenica dopo il Corpus Domini, trovandovi in zona potrete scorgere sulle vette delle montagne circostanti grandi cuori infocati, che donano al già suggestivo panorama dolomitico, un aura mistica e religiosa che non sparirà mai dalla vostra mente. Quest’effetto è generato dall’usanza di tanti valligiani di fare grossi falò a forma di cuore su molte montagne attorno ai centri abitati.

A quest’usanza religiosa e suggestiva si collegano poi in paese diverse sagre a partire da maggio e per tutta l’estate. Ad esempio in Val Pusteria dopo i fuochi per tre giorni si celebra il personaggio del Kirschtamichl. Ogni paese issa un tronco d’albero, il più alto possibile con sopra un fantoccio dalle sembianze umane e vestito alla tirolese, il Michl. L’albero più è alto, e maggiore è l’orgoglio paesano, tanto che viene anche guardato a vista per impedire ai paesani vicini che si impossessino di Michl. Alla fine dei 3 giorni l’albero abbattuto viene dato come primo premio alla lotteria locale. Tutte le famiglie aspirano a questa vincita, perché avere tanta legna da ardere per l’inverno vuol dire tanto tepore assicurato.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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