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Una famosa canzone di Bacharach tradotta e cantata sia da Patty Pravo che Ornella Vanoni recitava proprio così: Gocce di pioggia su di me.

Quel testo, riporta una marcata nota di tristezza nelle sue parole, mentre io vorrei tentare un azzardo di quelli che ci piacciono. L’autunno è ormai a casa sua, e il primo novembre con un clima uggioso e malinconico non poteva presentarsi meglio. L’estate è alle spalle, ma questo non deve scoraggiarci alle belle camminate sia in città che fuori.

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Mi chiedo cosa c’è di più elettrizzante e controcorrente di una bella passeggiata sotto la pioggia? Posso sembrare “bastian contrario” ma io lo trovo affascinante al punto che il contesto mi dona una strana nota di allegria e spensieratezza. Ovvio che tutto va affrontato con disinvoltura e fuori dai canoni. Mi spiego meglio: non dobbiamo andare a lavorare ma essere spensierati e senza impegni, e con il giusto equipaggiamento. In quest’ultimo non è contemplato l’istituzionale ombrello che a mio avviso è solo un impiccio e candidato a essere dimenticato nel primo portaombrelli disponibile. Basta avere la giusta protezione di un capo impermeabile e di un buon cappello per proteggere la testa, ma soprattutto delle scarpe a tenuta di pozzanghere.

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Da piccoli la passione di tutti era fiondarci nelle pozze, e sguazzare in ogni tipo di acqua o fango che fosse, senza badare alle conseguenze, anzi forse sì, perché alcune, come le sgridate dei genitori, erano solenni. Oggi siamo “grandi”, e anche se apparire fuori di testa poco ci importa, non sarebbe piacevole prendere una bronchite dai piedi. Ho notato che durante un acquazzone, oltre a restare soli o quasi per strada, specie se vicini al verde possiamo sentire odori e rumori che altrimenti sarebbero sovrastati dai gas di scarico se fortunati, altrimenti, specie in grosse città, gli odori potrebbero essere di altra natura. Ma, quantunque le nostre protezioni non bastassero, al ritorno a casa una doccia bollente e una tisana, fungerebbero da sicuro rimedio a minacce di indesiderati malanni.

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Altra cosa è l’incontro con forti piogge durante le escursioni in trekking magari nel week end. Spesso le mete da raggiungere sono lontane dal punto che ci ospita per la notte o magari frutto di un mordi e fuggi dalla mattina alla sera. In questo caso le precauzioni vanno prese in modo più serio. Le scarpe, dall’autunno in avanti, devono essere tassativamente impermeabili perché anche in una bella giornata potremmo dover guadare un ruscello o attraversare pozzanghere, e restare con i piedi bagnati tutto il giorno non sarebbe piacevole. L’abbigliamento nella famosa formazione a cipolla deve essere una costante di tutto l’anno, ma in autunno dobbiamo ovviamente variare i pesi, perché potremmo incontrare freddo la mattina o al tramonto, mentre i raggi del sole ci regalerebbero clima mite durante il giorno.

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Ma non dimentichiamo che l’argomento di questa chiacchierata è la pioggia, quindi in virtù del clima di base dobbiamo dotarci di capi impermeabili per la protezione del busto e delle gambe. Io consiglio di spendere qualcosa in più e dotarsi di capi in goretex che traspirando eviterebbero l’accumulo di condensa tra il capo indossato e il corpo. Grazie a questa tecnologia, al ritorno a casa eviteremmo di trovare bagnati i capi a contatto con la pelle. Questo escluderebbe rischi di varia natura. Insomma, sia che il percorso sia di trekking cittadino, o fuori porta, un minimo di previdenza non guasta. Nonostante la tecnologia oggi ci garantisce app di previsioni metereologiche quasi infallibili, ricordiamo che specie in montagna la pioggia può coglierci di sorpresa in ogni momento, perché lassù, e d’inverno specialmente, il tempo cambia molto velocemente.

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Per quanto riguarda sia l’attrezzatura cittadina che quella per un trekking più impegnativo, ricordiamoci che le cose che indossiamo non devono durare un giorno, e che se faremo un investimento mirato, potremo godere dei benefici per diverso tempo. Affidiamoci a venditori esperti che sappiano consigliarci il meglio per le nostre esigenze, magari non on line, ma andando a toccare con mano quanto può rendere più piacevole una giornata fuori porta, o una passeggiata in città senza paura delle pozzanghere, anche se siamo cresciuti.

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Stiamo andando incontro a una stagione ricca di umidità e acqua, per cui se saremo previdenti anche l’autunno potrà essere piacevole da vivere e accogliere anche le piogge con un sorriso. Ricordate che il buon umore è la migliore medicina per tanti mali. A presto amici.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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