CONDIVIDI
image_pdfimage_print

Gli gnocchi alla sorrentina rappresentano uno dei primi piatti più gustosi e tradizionali della cucina campana.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Con questa regione terminiamo il nostro tour gastronomico in giro per l’Italia, regalandovi un primo piatto con tutti i colori e i profumi della tradizione mediterranea. Sono preparati con ingredienti semplici come patate, farina, pomodoro, fior di latte e basilico e andrebbero serviti rigorosamente in un tegame di coccio, detto pignatiello, che ne esalta il gusto.  La loro bontà è data non tanto dalla difficoltà della ricetta, ma dalla straordinaria ricchezza di sapore degli ingredienti tipici della costiera sorrentina. Tra questi, il fior di latte di Agerola, rappresenta una eccellenza perfetta con la sua pasta asciutta e saporita per arricchire questo gustoso piatto. La leggenda narra che un abate ghiotto di gnocchi un giorno ne ingurgitò così tanti da affogarsi. In realtà il soprannome degli gnocchi strangulaprievite, cioè strangola preti, tipico della tradizione campana deriverebbe da un’impropria trasposizione dal greco e precisamente dalle parole strongulos e preptos che indicano un corpo rotondo e sferico, come gli gnocchi insomma. Prepararli è davvero semplice, e se ancora non lo avete fatto vi consiglio di provarci, perché sarà un piatto che andrà a ruba, dal momento che piace a grandi e piccini. Una volta cotti, servite ancora caldi nella loro terrina con qualche foglia di basilico fresco per decorare il piatto. Ma attenti a non scottarvi!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Difficoltà : Facile Tempo di preparazione : 15′  Tempo di cottura : 40′


Ingredienti per 4 persone

  • Patate rosse 1 kg
  • Farina 00 300 g
  • Fior di latte di Agerola 400 g
  • Parmigiano Reggiano grattugiato 100g
  • Polpa di pomodoro 600 g
  • Basilico q. b.
  • Sale q. b.
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio extra vergine di oliva q. b.

Preparazione

Questo slideshow richiede JavaScript.

Innanzitutto, vanno preparati gli gnocchi. Lessate le patate e passatele ancora calde allo schiacciapatate, il loro calore tenderà a generare un gel di amido che farà da struttura portante dell’impasto e non permetterà allo gnocco di disfarsi in cottura nell’acqua bollente. Poi, stendetele sul piano di lavoro e lasciatele raffreddare in modo che perdano anche l’acqua in eccesso. Aggiungete la farina setacciata e impastate bene.  Quando l’impasto si presenta ben omogeneo, dividetelo in pezzetti piccoli e con ognuno di questi formate dei salsicciotti sottili dalla circonferenza di circa 3 cm. Iniziate a tagliare gli gnocchi e rigateli con i rebbi di una forchetta.  Trasferite a mano a mano gli gnocchi su un vassoio foderato con un panno da cucina infarinato. Nel frattempo avrete portato a bollore dell’acqua salata in una pentola capiente. Versate un filo d’olio nell’acqua e versate gli gnocchi nell’acqua bollente. Dopo pochi istanti li vedrete venire a galla, man mano che vengono a galla, tirateli su con una schiumarola e poneteli in una pirofila. Preparate il condimento, dopo aver sbucciato uno spicchio d’aglio, lavate il basilico asciugatelo e spezzettatelo, tenendo da parte qualche foglia per la guarnizione. Soffriggete l’aglio in un tegame con 4 cucchiai d’olio e unite la polpa di pomodoro, il basilico spezzettato e salate. Portate a bollore la salsa, abbassate la fiamma e proseguite la cottura per 10 minuti.  Una volta che saranno tutti cotti conditeli con sugo di pomodoro, formaggio grattugiato e i dadini di fior di latte. Sistemateli quindi nel tegame di terracotta da passare nel forno e coprite in superficie con le fette di fior di latte. Passate in forno caldo per circa 10’ fino a quando non appaiono leggermente gratinati. Una volta cotti, servite caldi con qualche foglia di basilico fresco per decorare il piatto. Le accortezze da avere per la buona riuscita della ricetta sono quelle di non aggiungere più farina di quella indicata, altrimenti gli gnocchi verranno troppo duri, e di fare attenzione a maneggiare l’impasto perché è morbido e delicato. Inoltre, in fase di cottura fate attenzione che l’acqua non bolla in modo troppo vivace, in modo che gli gnocchi non perdano la loro forma.


Consigli

gno vino

 

Atroce dilemma: a chi chiediamo che vino bere per meglio gustare gli gnocchi? Semplice. Alla nostra musa ispiratrice che è Lina Esposito di Vino e Cioccolato di Napoli. A domanda risponde con un Campi Taurasini dell’azienda De Gaeta. È fatto con uve aglianico al 100% coltivate nell’appezzamento di loro proprietà a Castelvenere sul Calore in provincia di Avellino a circa 490 mt s.l.m. Quest’uva cresce su un terreno argilloso-sabbioso con moderata presenza di calcare. La vendemmia è manuale e la macerazione dura 21 giorni, con un affinamento in acciaio e legno. Ha un colore rosso rubino scuro con riflessi violacei e al naso è complesso con intensi sentori di ciliegia matura e piccoli frutti neri. Il sorso è fresco, morbido e persistente. La temperatura di servizio consigliata è di 18° C ma la bottiglia va stappata un’ora prima di consumarla.

LASCIA UN COMMENTO