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Fonduta valdostana e le sue declinazioni: Asparagi, speck, e crostini di pane per trasformare un piatto della tradizione in una presentazione gourmet.

Un trionfo di formaggio fuso, caldo ma non bollente, in cui immergere i crostini di pane fragrante, un tripudio di formaggi, calore e convivialità, per passare una serata in compagnia degli amici e di tutta la famiglia, in queste prime serate di freddo invernale davanti ad un camino scoppiettante e a del buon vino.

Va preparata e portata in tavola nella caratteristica “caquelon”, una pentola di terracotta o di ghisa dal fondo spesso che va posizionato su un supporto di metallo il “rèchaud” contenente una fonte di calore, spesso una candela, per permettere al formaggio fuso di mantenete la giusta cremosità per l’intera durata del pasto.

Esiste un vero e proprio rituale per apprezzare al meglio questo piatto a cui ogni commensale deve attenersi. Si intinge il pane con un’apposita forchetta dal manico lungo e con l’impugnatura in legno, facendo un movimento a forma di otto per permettere al formaggio e al pane di legarsi alla perfezione. Ma se intendiamo stupire i nostri ospiti basta aggiungere pochi e semplici ingredienti per trasformare un piatto tradizionale in una preparazione gustosa e raffinata.

Difficoltà : facile Tempo di preparazione : 40 min.  Tempo di cottura :20 min.


Ingredienti per 4 persone

  • Fontina g 400
  • Tuorli d’uovo 4asparagi
  • Latte intero g 250
  • Burro 30g
  • Pepe bianco
  • punte d’asparago circa 4 a testa
  • pane in cassetta  4 fette
  • speck 100g

Preparazione

Cuocere in una padella le punte d’asparago con un mestolo d’acqua, facendo attenzione a non cuocerli troppo in modo da ultimare la cottura nella fonduta. Tagliare lo speck a julienne e farlo saltare in una padella ben calda finché non diventa croccante.

Nel frattempo tagliare i crostini di pane in cassetta a cubetti facendoli cuocere in forno per cinque minuti a 180°. Tagliare la fontina a fettine privandola della crosta e metterla a bagno per almeno un’ora nel latte in un tegame.

Trasferire la pentola sul fuoco a fiamma dolcissima, unite il burro e mescolate con un una frusta fino a che il formaggio non sarà fuso, facendo attenzione che non si formino grumi e che il latte non raggiunga il bollore. A questo punto aggiungere i tuorli d’uovo continuando a mescolare per mezz’ora, o fino a quando il composto non risulterà denso e cremoso, ma non filante.

Spegnete il fuoco, versate la fonduta in un piatto fondo, con una spolverata di pepe e l’aggiunta dei crostini di pane, le punte di asparago e lo speck a julienne.


Consigliunnamed-2

Per questo piatto Lina Esposito di Vino e Cioccolato di Napoli ci consiglia un bianco Muller Thurgau di Tramin dal sapore fresco e aromatico con note erbacee e di noce moscata

 

 

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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