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Lunghe o brevi che siano le escursioni a cavallo sono sport e turismo insieme e quindi l’equiturismo.

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Anni addietro questa disciplina era ad esclusivo appannaggio di pochi, perché i costi di mantenimento del cavallo erano e sono alti. Un amico animale non viene imposto da nessuno e se dobbiamo tenerlo merita tutte le attenzioni possibili. Sappiamo bene che le dimensioni e la natura stessa di uno degli animali più affascinanti, comportano importanti impegni economici, di spazio e di tempo. Da qualche anno però le cose sono cambiate. Mantenere un cavallo costa sempre tanto, però in tantissime località, grazie a iniziative vincenti, ci sono numerose possibilità di avvicinamento a questi stupendi quadrupedi. Per merito di queste associazioni, ci sono svariate possibilità di passare ore e addirittura giornate a cavallo, alla scoperta di posti che solo con un trekking impegnativo si potrebbero raggiungere. Il cavallo è adatto a tutti, così già dagli 8/9 anni è possibile apprendere i primi rudimenti. Ma la cosa più bella si apprende a terra, prima di cavalcare, ed è la cura e l’amore per questi animali che a mio avviso sono la massima espressione di libertà nel mondo animale.

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Non dimentichiamo mai che l’uomo forse non sarebbe quello che è se non ci fosse stato il cavallo nell’antichità. Oggi, per fortuna ha un utilizzo prevalentemente ludico, ma quello che a noi interessa è l’aspetto equituristico. Attraverso la rete si possono conoscere le varie località consigliate dalla Federazione Italiana Turismo Equestre dove è possibile praticare questo sport. Parliamo di zone appenniniche o alpine, nelle quali l’aspetto paesaggistico ha una certa rilevanza. Il mio consiglio è di iniziare l’approccio, se neofiti, poco alla volta. Iniziate a conoscere il cavallo e a familiarizzare con lui, con le sue abitudini e le sue necessità. Lui conosce molto bene l’uomo e apprezza chi gli vuole bene. Poi iniziate con brevi passeggiate che vi daranno modo di capire il territorio e misurare la vostra tenuta. Ma la cosa più importante che vi chiedo, è che vi affidiate a strutture serie e riconosciute. Non vi fermate dai cosiddetti cavallari, che spesso maltrattano gli animali e addirittura finita la stagione in qualche caso li rivendono ai macelli. Indicare tutte le strutture sarebbe opera improba, ma ho preferito prenderne una ad esempio che ho avuto modo di visitare ultimamente, e si tratta del Parco Equituristico Majella Morrone a Sant’Eufemia a Majella in provincia di Pescara in Abruzzo di cui ammirate le foto nella seguente slideshow.

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Questa iniziativa nasce da un insolito connubio tra pubblico e privato. Il comune ha messo una struttura sportiva abbandonata, il Parco Majella ha messo la rete sentieristica, e l’associazione ha fornito i cavalli e le guide. Nell’arco di pochi anni questo Equiturismo Majella è stato inserito nella guida Touring Club Italiano ed è frequentato da numerosi amatori non solo europei. Frank e Claudia (le due guide) accompagnano i clienti attraverso il parco con i loro bellissimi cavalli di razza Haflinger che appartengono alla famiglia degli avelignesi alto atesini. Sono animali fantastici, docili e lavoratori, dalla bellissima criniera bionda e vi accompagneranno alla scoperta degli angoli più suggestivi e caratteristici del parco Majella Morrone, con combinazioni a partire dalle 2 ore ai 14 giorni. I pernottamenti possono essere organizzati o in strutture turistiche ricettive, o se avete vero spirito di avventura, in tenda come i vecchi pionieri. Visitare un parco nazionale a cavallo è una cultura ampiamente diffusa in altri paesi ma che grazie alla riuscita di imprese come questa si sta affermando anche in Italia.

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Io vi consiglio l’approccio perché ne vale veramente la pena. Si sta all’aperto, ci si abbronza, si respira bene, si sta in compagnia o di amici o della famiglia e si visitano posti che nella vita non incontrerete tutti i giorni. E poi sappiate che i pic nic che si fanno durante le escursioni sono buonissimi. L’equitazione fa bene al corpo e allo spirito, rassoda e tonifica i muscoli delle gambe e dei glutei, migliora la circolazione sanguigna, aumenta i riflessi e la coordinazione motoria, ma soprattutto da grossi benefici emozionali, soprattutto se praticata in posti incontaminati e immersi nella natura. Andare a cavallo è un ottimo sistema per evadere dallo stress quotidiano e per riconciliarci con noi stessi e con il mondo che ci circonda, regalandoci un senso di libertà e di serenità che non sappiamo più trovare. Ma soprattutto si impara a conoscere quella creatura stupenda che è il cavallo.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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