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Con l’arrivo della bella stagione non c’è niente di meglio che della sana, rinfrescante frutta fresca di stagione come le irresistibili ciliegie di Vignola o le Nettarine Romagna.

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Rosse, succulente, piacevolmente dolci o leggermente amarognole, come ogni anno le ciliegie arrivano puntualmente in questo periodo e fino alla fine di luglio, rallegrano la tavola e deliziano il palato. Frutto simbolico per eccellenza dopo la mela, le ciliegie rappresentano ovunque, qualcosa in più di un semplice frutto. In Cina sono il simbolo della bellezza femminile, i Sassoni credevano che gli alberi di ciliegio fossero dimora delle divinità che proteggono i campi. In Giappone il fiore del ciliegio è simbolo nazionale e si narra che il colore dei petali derivi dal sangue dei samurai caduti in battaglia. Il ciliegio è una pianta molto antica, appartenente alla famiglia delle Rosacee diffusa un po’ ovunque. Ottima, la produzione in Italia, eccezionale in Emilia Romagna dove spiccano le ciliegie di Vignola IGP, arcinote e universalmente apprezzate. La promozione e la diffusione di questo delizioso frutto è affidata al Consorzio della Ciliegia Tipica di Vignola. Le diverse varietà conosciute con il nome di Duroni, maturano sulle colline vignolesi sulla riva sinistra   del Panaro, dalla metà di maggio e sono particolarmente apprezzate per il loro sapore, caratterizzato da polpa croccante e gusto dolce ma leggermente acidulo. Una delizia   apprezzata in tutta Europa, di cui i Vignolesi vanno fieri, infatti la onorano in primavera con la Festa dei Ciliegi in Fiore e a giugno con “Vignola è tempo di Ciliegie”.  Relegate talvolta tra i frutti da evitare, insieme ad altri come uva, cachi e fichi a causa del tenore zuccherino, le ciliegie sono un toccasana per le proprietà diuretiche, disintossicanti e depurative. Per esempio, sono ricche di antocianine, preziose per l’azione anti-ossidante e anti-età, e di melatonina, la sostanza che combatte i disturbi provocati dall’insonnia. Fanno bene per la salute cardiovascolare perché aiutano a controllare i livelli di colesterolo nel sangue.

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Le ciliegie, come tutti i frutti aciduli, migliorano anche la digestione, stimolando la secrezione di succhi gastrici. Per lo stesso motivo, una dose superiore alla ventina di frutti può anche risultare troppo lassativa, e comunque la loro acidità è sconsigliata a chi soffre di gastriti o addirittura ulcere. Le ciliegie proteggono anche la pelle dal sole, perché sono ricche di caroteni e sali minerali.  Evitate di conservarle nel modo sbagliato perché la ciliegia è un frutto delicato e dalla vita breve. Quando la comprate assicuratevi che sia soda, che non presenti ammaccature, buchi e macchie strane. Dopodiché, una volta a casa, cercate di consumarla nel minor tempo possibile (ricordando gli effetti lassativi). Le ciliegie si conservano due o tre giorni ma potete prolungarne la vita mettendole in un canovaccio di stoffa inserito in una coppa di vetro o in un sacchetto aperto e posto poi in frigorifero. Se invece ne avete acquistate parecchie potete impiegarle per fare dolci, confetture o salse per accompagnare carne, selvaggina o formaggi. Altro prodotto ortofrutticolo di eccellenza di questa regione sono le Pesche e le Nettarine di Romagna IGP. Si ha testimonianza della coltivazione delle pesche e delle nettarine in questa regione già dagli anni inizi del Novecento, sono nati i primi impianti a frutteto, per la maggior parte pescheti.  Il clima mite e omogeneo, influenzato dalla vicinanza del Mare Adriatico, ha favorito la coltivazione di questi frutti prima del loro diffondersi in altre zone d’Italia. Pesche e Nettarine IGP sono ottime consumate da sole o come ingrediente per dolci, marmellate, succhi e bevande. Una pesca è matura quando presenta il colore di fondo giallo e, ad una lieve pressione del palmo della mano, risulta morbida. Il profumo è intenso e caratteristico. Con la buccia liscia e sottile, la polpa croccante e il profumo intenso, le nettarine (chiamate anche pesche noce) negli ultimi anni si sono conquistate il favore dei consumatori, superando le pesche comuni, dall’epidermide vellutata e la consistenza più morbida.

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A polpa gialla, le più diffuse, ma anche bianca, si possono mangiare anche quando non sono arrivate a piena maturazione e la polpa è più compatta; se sono ancora acerbe, basta lasciarle a temperatura ambiente in un sacchetto di carta per 2-3 giorni. Rinfrescanti e perfette per la bella stagione in succhi e frullati o al naturale, le nettarine sono deliziose in cucina. Più pratiche delle pesche comuni perché non richiedono di essere sbucciate e molto scenografiche grazie al colore rosso squillante della buccia, hanno una consistenza più soda, ideale per decorazioni di torte e coppe ma anche per macedonie o insalate sfiziose, rese speciali dal tocco croccante della buccia. Per il resto, la polpa dolce e profumata delle nettarine si adatta a tutte le preparazioni con le pesche comuni e per chi ama il gusto agrodolce, le nettarine si adattano anche ai piatti salati. Oltre alla insalate, da provare con i crostacei, sono ottime per il risotto, il riso all’orientale e il cuscus, per dare un tocco speciale agli spiedini di carni bianche o di pesce, per insaporire l’arrosto. A questo punto non ci resta che gustare questi deliziosi frutti mentre ci prendiamo un momento di pausa per noi stessi. Dopo questa coccola, ci sentiremo di sicuro molto meglio!

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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