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I Carciofi alla giudìa sono un piatto tradizionale della cucina ebraico romanesca.

Inizia oggi la terza settimana tra le tradizioni regionali. in questa visiteremo il Lazio. La cucina romana tradizionale è fondata su ingredienti di derivazione rurale e contadina. Ricette spesso tramandate di generazione in generazione in ambito familiare. I carciofi alla giudìa hanno origine molcarciofi giudia 3to antica. Si tratta di un piatto nato nel ghetto ebraico della capitale. Le famiglie utilizzavano la mammola romana per preparare questo piatto semplice ma gustoso. Questo veniva mangiato in particolar modo nel periodo della ricorrenza di Kippur, chiamata anche festa dell’espiazione, e che è un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera. Dopo avere passato 24 ore di digiuno, gli ebrei solitamente mangiavano i carciofi che per questo motivo furono chiamati alla giudìa.

Difficoltà :facile  Tempo di preparazione :50′   Tempo di cottura :12′


Ingredienti per 4 persone

 carciofi giudia 2
  • Carciofi cimaroli o mammole 8
  • Limoni 2
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione

L’ideale sarebbe utilizzare delle mammole con il gambo molto grande, cioè le prime infiorescenze della pianta, particolarmente tenere. Eliminare le foglie dure esterne fino a vedere carciofi giudia 4la parte bianca. Con l’aiuto di un coltello pilucchino e di una forbice tagliare le foglie in orizzontale iniziando in corrispondenza della parte bianca seguendone l’andamento. Proseguire in senso circolare per tutto il carciofo eliminando la parte alta. Si deve ottenere una specie di bocciolo di rosa. Sagomare anche il fondo eliminando la parte esterna. Bagnare bene con il succo di limone e battere la cima su un tagliere a testa in giù per favorire l’apertura durante la cottura.   Mettere a bagno in acqua acidulata fino al momento dell’utilizzo. In una pentocarciofi giudia 5la capiente scaldare tanto olio extra vergine quanto basta per arrivare a coprire ¾ di carciofo. Una volta raggiunta la temperatura, scolare i carciofi dall’acqua, asciugarli bene e immergerli nell’olio caldo. Friggere fino a quando, inserendo una forchetta nel fondo, si sente che è morbido. Togliere dall’olio e scolare su carta assorbente. Attendere che i carciofi si raffreddino un poco e, aiutandosi con due forchette, aprire le foglie al centro. Salare e pepare. Immergere di nuovo nell’olio caldo, ma questa volta a testa in giù, con il gambo fuori, fin tanto che qualche foglia ben abbrustolita inizi a staccarsi. A questo punto i carciofi sono pronti. Scolare per bene.

Se volete una versione light, provate i carciofi alla giudìa al forno. Dopo aver tagliato accuratamente le punte e anche il gambo, ponete i carciofi a testa in su in una teglia foderata con carta da forno e lasciate cuocere nel forno preriscaldato a 180° C per 30/35 minuti. Salate, pepate e servite ben caldi.


Consigli

Ad accompagnare questi gustosissimi carciofi, Lina Espocarciofi giudia vinosito di Vino e Cioccolato di Napoli consiglia un Soente dell’azienda Falesco. Un bianco di uve Viognier e varietà sperimentali a bacca bianca. Colore giallo e riflessi verdognoli preannunciano la freschezza del vino. Grosso impatto olfattivo con note di agrumi e fiori bianchi. Gusto avvolgente e finale sapido e persistente

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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