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Il bretzel è un pane senza un’unica patria, poiché viene prodotto in tutto il centro Europa.

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L’origine risale all’anno ‘610 circa, quando nei monasteri del sud della Francia e del nord dell’Italia, i monaci lo preparavano per regalarlo ai bambini più meritevoli nello studio dei testi sacri. Infatti la forma ricorda quella delle braccia incrociate in segno di preghiera, e i buchi la Santissima Trinità. Il nome originale è pretiola (piccola ricompensa ndr) poi diventato brachiola, contraendosi brazula e infine giunto in Germania, Brezel. In ogni regione europea comunque ha un suo personale nome. Curiosamente, seppur in principio fosse preparato morbido, un cuoco si addormentò durante la cottura, così prese piede la consuetudine di consumarlo tostato. Inoltre rappresentava un buon augurio di fortuna e prosperità per cui mangiarlo era quasi d’obbligo. Poiché in Quaresima era vietato assumere alcuni ingredienti, di cui i bretzel sono privi, divenne tradizione utilizzarli in questo periodo, tradizione rimasta tutt’oggi in auge. Ci sono numerose leggende e curiosità da raccontare su questo favoloso e croccante pane, noi ne abbiamo scelte solo alcune, ma vi assicuriamo che sono tutte estremamente interessanti, e tutte terminano con la creazione di una ricetta perfetta da mangiare così, o accompagnata da salse, salumi, formaggi e tutto ciò che vi viene in mente. La preparazione è lunga, ma con lunghi tempi di riposo dell’impasto, quindi non spaventatevi, il risultato vale l’attesa.

Difficoltà : Media Tempo di preparazione : 160′  Tempo di cottura :20-25′


Ingredienti per 8-10 pezzi

  • Farina 0 100 ml
  • Acqua tiepida 50 ml
  • Sale fino 1/2 cucchiaino
  • Zucchero 1 cucchiaino
  • Burro 10 g
  • Lievito di birra 5 g
  • Sale grosso per la superficie
  • Bicarbonato 1/2 cucchiaio

Preparazione

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Disporre la farina a fontana. Sciogliere il lievito in acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero per attivarlo. Inserire il lievito nel centro della farina e impastare. Lasciare riposare per 15’ e poi aggiungere il sale fino e il burro precedentemente ammorbidito. Impastare nuovamente e lasciare lievitare il un luogo tiepido per 40’ in una terrina coperta da pellicola. Dopo questo tempo l’impasto risulterà compatto, non si attaccherà alle mani. Dividerlo quindi in piccoli filoncini lunghi 50 cm circa e creare la forma dei bretzel. I filoncini devono essere più spessi al centro e più fini alle estremità. Mettere su una teglia e lasciare riposare per 20’, poi porre la teglia in frigo per 60’ così da creare una crosta dura che li renderà più lucidi dopo la cottura. Nel frattempo preparare la soluzione di acqua e bicarbonato. Scioglierlo in acqua fredda, deve essere sufficiente per potervi immergere i bretzel uno ad uno. Trascorsa l’ora in frigorifero immergere i bretzel per 10’ ognuno nella soluzione di bicarbonato e tirarli su con una schiumarola che consenta una perfetta scolatura del liquido, poi posizionarli su una teglia rivestita da carta da forno incidendo la parte più spessa nel senso della lunghezza e cospargendo di sale grosso. Infornare a forno preriscaldato a 200 gradi per 20-25’, fin quando non saranno ben dorati. Servire sia caldi che freddi, accompagnati da ciò che preferiamo.

 


Consigli

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L’effervescente Lina Esposito di Vino e Cioccolato di Napoli sempre capace di stupirci, invita a gustare i bretzel con una birra. Una Oppale del birrificio “32 Via dei Birrai”. Il nome nasce da un gioco di parole che già ci dà un’esatta connotazione della stessa: Hop, significa luppolo in inglese, Pale sono le tradizionali birre chiare della Gran Bretagna e Ale indica quelle ad alta fermentazione. Il termine “opalescente” , indica birre non perfettamente limpide perché  tutti i prodotti di questo birrificio non sono filtrati. È una luppolata di impostazione belga dal bouquet con note di caramello e toffee con sentori erbacei e fruttati di ananas maturo. Il sapore è ben equilibrato e corposo. Dopo averla versata conviene farla ossigenare perché si liberi dell’eccesso di aroma. La sua temperatura di consumo è di 10°-12° C.

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