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Il Bonet, tipico dolce al cucchiaio delle Langhe, è un delizioso budino di cioccolato e rum.

Il Piemonte ha una tradizione culinaria antichissima, ed oggi esploriamo la zona dessert con questo dolce che ha origini risalenti al XIII secolo. La versione originale non prevede l’uso del cioccolato e del rum, aggiunti in epoche più recenti, quando questi ingredienti vennero importati nel nostro continente. In dialetto “bonèt” significa cappello rotondo, quindi il dolce potrebbe prendere il nome dallo stampo a forma di cono tronco, molto simile appunto alla sezione di un cappello. Questa tesi è sostenuta dal fatto che i budini in genere venivano cotti in stampi di rame chiamati “bonèt ëd cusin-a”, ossia berretto del cuoco. Altra interpretazione tipica delle Langhe è quella secondo cui il cappello è inteso come la parte finale del pasto: analogamente ad una persona che indossa un cappello prima di congedarsi, il bonet si serve prima di alzarsi da tavola. Ora non vi resta che provare questa delizia e farci sapere il risultato.

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Difficoltà : Media  Tempo di preparazione :30′   Tempo di cottura :50′


Ingredienti per 6 persone

 

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Per il budino:

 

  • Cacao amaro in polvere 50 g
  • Amaretti 100 g
  • Tuorli 10
  • Rum 20 g
  • Latte intero fresco 700 ml
  • Zucchero 150 g

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Per il caramello:

 

  • Zucchero 100 g
  • Acqua 1 cucchiaio

 

Per decorare:

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  • Amaretti q. b.

Preparazione

Scaldare il forno statico a 180 gradi. Montare i tuorli uniti allo zucchero con l’aiuto delle fruste elettriche fino ad ottenere una crema più chiara e più densa. Frullare 100 g di amaretti fino a renderli polverizzati e aggiungere il cacao setacciato. Nel frattempo preparare il caramello mettendo lo zucchero in un pentolino a fuoco dolce, e appena assume un colore nocciola versarvi l’acqua e mescolare per pochi secondi. Raggiunta una consistenza collosa il caramello è pronto. Aggiungere ai tuorli montati il rum, gli amaretti mischiati al cacao e il latte a temperatura ambiente, ne risulterà un composto abbastanza liquido. Lo stampo ideale è a cono tronco, ma potrete comunque scegliere quello che vi è più congeniale. Versarvi il caramello ricoprendo tutte le pareti con cura, deve aderire bene, e per questa ragione lo stampo non deve essere né troppo caldo, né troppo freddo. Appena freddato il caramello versarvi sopra l’impasto del Bonet. Mettere lo stampo in uno più grande per cuocere a bagnomaria, l’acqua nel contenitore deve essere bollente e deve arrivare a 2/3 dello stampo del Bonet, senza ovviamente bagnarne l’interno. Infornare per 50 minuti circa, quando il composto si comincia a staccare dalle pareti dello stampo saprete che è cotto. Sfornare, togliere dal bagnomaria e lasciare raffreddare a temperatura ambiente nello stampo. Una volta freddato mettere in frigorifero per un’ora o più. A questo punto immergere la parte esterna dello stampo in acqua bollente per qualche secondo, così riuscirete a staccare il budino più facilmente. Nel caso fosse necessario si può utilizzare la punta di un coltello per staccare il composto dalle pareti dello stampo. Capovolgere su un piatto da portata, decorare con gli amaretti rimasti e servire freddo.


Consigli

bonet vino

L’insostituibile Lina Esposito di Vino e Cioccolato di Napoli ci consiglia per il Bonet un Barolo Chinato dei Poderi Einaudi. Un rosso pregiato e raffinato che è stato riscoperto e tornato di moda da poco, ed è indicato per concludere il pasto, o come aperitivo con un pò di soda e un cubetto di ghiaccio. Si tratta di Barolo docg proveniente da vitigni di proprietà dei produttori. Viene aromatizzato con un estratto di spezie ed erbe secondo un’antica ricetta tramandata nell’azienda di produzione. La base di vino Barolo lo rende prezioso e unico come amaro e non tradisce le aspettative di prodotto unico e prezioso molto ricercato tra gli intenditori che lo individuano come vino artigianale e raffinato.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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