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Per le strade di montagna, spesso, anche se prudenti si resta in balìa di animali selvatici.

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Mi piace parlare di cose che mi toccano in prima persona. Pochi giorni fa, percorrendo di notte una strada di montagna, sgombra e scorrevole, nell’arco di pochi chilometri ho incontrato quasi uno zoo. In primis sono felice per me e per gli animali di essere qui sano e salvo a raccontarlo. Dietro una curva, trovare di notte un cinghiale dello stesso colore dell’asfalto, dal peso di circa 150 kg, che pacificamente annusava il suolo, non è piacevole. Quella stazza avrebbe potuto, se preso in pieno a velocità, causare seri danni a me e all’auto. Pochi chilometri dopo, mi sono imbattuto in due bellissimi esemplari di giovani cervi disorientati, ma, per fortuna ai bordi della strada.

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Dulcis in fundo, a pochi km dall’arrivo, la solita volpe che resta abbagliata dai fari, ma che per fortuna si riprende e continua la sua corsa. Tutto in una notte? Sì, e in pochi chilometri. Negli ultimi tempi sento tante persone aver avuto incontri ravvicinati di questo tipo e ahimè proprio per questa causa, alcuni di loro non possono più farlo. Come ho detto sopra, un cervo o un cinghiale di grossa corporatura, possono causare seri danni. Se poi, come è capitato a una persona che conoscevo, amante della natura, cercò di evitare alcuni cinghiali e perse il controllo finendo contro un albero, ecco che il dramma si realizza.

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Frequentando le strade di montagna, negli ultimi tempi è troppo facile imbattersi in animali come cinghiali, cervi, caprioli, volpi, orsi, lepri, sia in inverno che in estate e specie dal tramonto all’alba. Molte specie sono state ripopolate immettendo anche razze prolifiche che si riproducono in modo sostanzioso e veloce, mentre l’opera di salvaguardia portata avanti dai Carabinieri Forestali per la tutela di altre specie, ha evidentemente dato i suoi frutti. Questo però, ha avuto il suo rovescio della medaglia. Gli animali sono diventati tanti, al punto che, in regioni come la Liguria pare che alla periferia di Genova i cinghiali siano di casa tra le strade sia di giorno che di notte, con tanto di cospicue cucciolate al seguito.

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Il fenomeno ovviamente non è solo italiano, ma riguarda tutte le parti del mondo dove le strade attraversano aree protette e di salvaguardia. In queste zone gli animali, percependo la tutela che le autorità preposte dedicano loro, vanno a rifugiarsi numerosi perché si sentono protetti, e se una strada è nelle vicinanze ecco nascere il problema. Problema sì, perché un povero animale disorientato dai fari, dal rumore e dai gas di scarico può avere comportamenti imprevedibili. Ovviamente loro non capiscono il pericolo, e sta a noi evitare il peggio. Non dimentichiamo che anche se le strade sono un bene di comunicazione di primaria importanza, è sempre l’uomo ad invadere l’habitat della fauna, portando gli ignari animali a contatto con i fattori di disturbo sopra citati.

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Se si investe un animale, per prima cosa (sempre che siamo in condizioni di farlo) dobbiamo avvisare chi di dovere per portare soccorso all’animale ferito. Il 112 dei Carabinieri è il numero da fare per allertare il più vicino nucleo di Carabinieri Forestali. Loro, provvederanno a portare all’animale le cure necessarie. Saranno sempre loro o altre forze dell’ordine intervenute a provvedere di verbalizzare l’accaduto e indicarvi a quale ente provinciale o regionale rivolgervi per un risarcimento. La legislazione in materia è abbastanza complessa (che novità) circa le competenze ed eventuali deleghe, sarà quindi opportuno, specie se il danno è sostanzioso, di farvi assistere da un legale. Allo studio ci sono sistemi di radiofrequenza e di altre diavolerie elettroniche, che al passaggio delle macchine mettono gli animali in allerta con fasci di luce o barriere elettrificate. In alcuni posti sono già in funzione, anche se in modo sperimentale e pare diano buoni risultati.

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I costi non sono bassi, e questo purtroppo rallenterà molto la loro realizzazione in tutte le zone a rischio. Allora che fare? Chi di noi di notte su queste strade ha spesso sottovalutato i limiti di velocità, magari ritenendoli eccessivi? Credo tutti ed io mi ci metto per primo. La stanchezza, la vicinanza a casa, ma soprattutto la strada vuota che porta alla velocità fanno il resto. La segnaletica è importante, e specie dove vediamo quella che segnala l’attraversamento di fauna selvatica abbassiamo la velocità e rientriamo nei limiti. Se siamo a 50 km/h possiamo interagire con il comportamento degli animali, ed evitare o quanto meno ridurre, eventuali danni al minimo.

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Se il cinghiale dell’altra sera non è diventato salsicce è merito della mia andatura e della buona sorte, perché grazie ai social dalla mattina avevo letto che gli attraversamenti erano numerosi. Fidatevi, qualche minuto in più può salvare la vita a un ignaro animale, e anche a noi, sperando che le istituzioni quanto prima facciano ulteriori sforzi per tutelare meglio tutte le specie che vivono a ridosso delle strade, specie in montagna e proteggere anche noi che le percorriamo. Così poi penseremo a proteggerci dai ciclisti che da ora a novembre vanno in gruppo affiancati. Lì, la vedo più dura.

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Maurizio Bartoli napoletano del 1957, frequenta le montagne abruzzesi dalla nascita. Risiede a Rivisondoli in provincia di L’Aquila, e grazie alla passione ereditata dai genitori ha mosso i primi passi sugli sci a 5 anni, potendo quindi praticare questo sport in diverse località Alpine dalla Val d’Aosta a Livigno con una particolare attenzione per l’Alto Adige, avendo sciato per molti anni tra la Val Badia e altre stazioni Alto Atesine. Grazie a 30 anni di attività di agente di commercio per primarie aziende del settore sportivo, ha acquisito una profonda conoscenza delle attrezzature. Altra cosa è la passione per il territorio abruzzese che sente di adozione, e che frequenta in tutte le stagioni, apprezzandone le peculiarità sotto tutti gli aspetti: sportivi, paesaggistici, culinari e sociali. Grazie alla collaborazione con Tribù Ecosport come redattore della rubrica Piramide Bianca, si è avvicinato all’informazione prettamente dedicata alla neve, e proprio per questa bellissima e gratificante esperienza ha deciso di affrontare il tema della montagna a 360° con Big Mountain.

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