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Gli anelletti al forno sono un piatto tipico di Palermo e dintorni, che racchiude la tradizione e il sapore di Sicilia.

Conosciuti anche come “timballo di anelletti” o più volgarmente “pastacolforno”, prendono forma intorno al IX secolo durante la dominazione araba. Facili al trasporto per gite fuori porta o per pranzi al sacco, costituiscono un piatto unico e completo, specie se, come nelle versioni più elaborate, vi si aggiungono ingredienti come uova sode o prosciutto. Nella nostra versione abbiamo inserito le melanzane, per aggiungere un tocco di tradizione catanese. Se nei secoli scorsi era un piatto legato alle feste, come ferragosto o il lunedì dell’angelo, ora è un piatto comune e si trova in ogni ristorante, trattoria o casa che si rispetti.

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La pasta ricopre un ruolo da protagonista nel piatto: si tratta di veri e propri anelli bucati di circa un centimetro, spessi come un bucatino e ormai reperibili in ogni supermercato d’Italia. Inoltre in tempi non troppo remoti era facile trovare i chioschi dei panellari in strada (venditori di pane e panelle, altra ricetta tipica siciliana n.d.r.) che vendevano anche piccoli timballini mono dose… insomma i precursori dello street food. Rendiamo quindi omaggio ad una regione con una tradizione culinaria degna del rispetto più assoluto.

Difficoltà : Facile Tempo di preparazione : 20′ Tempo di cottura : 100′


Ingredienti per 6 persone

  • Anelletti pasta secca 600 g
  • Carne macinata di maiale 250 g
  • Carne macinata di manzo 250 g
  • Piselli 200 g
  • Concentrato di pomodoro 250 g
  • Cipolla 1
  • Carota 1
  • Sedano 1
  • Vino bianco secco ½ bicchiere
  • Melanzane 1 kg
  • Primosale 100 g
  • Caciocavallo 100 g
  • Pangrattato 200 g
  • Olio extravergine di oliva q. b.
  • Olio di semi per friggere q. b.
  • Burro q. b.
  • Sale q. b.
  • Pepe nero q. b.

Preparazione

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Tagliare cipolla, carota e sedano finemente e fare un soffritto in casseruola con un filo di olio. Aggiungere le carni macinate, un pizzico di sale e di pepe, e rosolare un paio di minuti. Aggiungere il vino, e una volta sfumato aggiungere il concentrato di pomodoro, allungarlo con un po’ d’acqua e cuocere a fuoco dolce. Aggiustare di sale se necessario. Mentre si cuoce il ragù tagliare le melanzane a cubetti e friggerle immerse in olio di semi bollente. Scolarle bene, adagiarle su carta assorbente e salarle appena. Bollire i piselli in acqua salata e una volta cotti unirli al ragù. Grattugiare il caciocavallo e tagliare il primosale a pezzettini. Infine cuocere la pasta in abbondante acqua salata, con l’accortezza di scolarla ben al dente, visto che continuerà la cottura in forno. Unire al sugo e mescolare anche le melanzane e i formaggi. Ungere con il burro una teglia da forno dai bordi alti e cospargerla di pangrattato. Versarvi la pasta e cospargere la superficie con altro pangrattato. Aggiungere un filo d’olio e infornare in forno preriscaldato a 180* per 30’. Infine lasciare riposare 10’ prima di servire.


Consigli

ane vino

Per i nostri anelletti la strepitosa Lina Esposito di Vino e Cioccolato di Napoli, ci propone un Cratere Rosso IGT di Sicilia di Terrazze dell’Etna. Prodotto con le tipiche uve Nerello Mascalese 80% a cui vengono aggiunte piccole percentuali di Petit Verdot 20%, un vitigno internazionale impiegato solitamente per la composizione di grandi tagli bordolesi. Il Cratere nasce quindi da una sperimentazione ben riuscita: unire all’eleganza siciliana del Nerello Mascalese il carattere e la personalità internazionale del Petit Verdot, creando un connubio intenso ed esaltante. Uno vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Caldo e corposo, al naso denota grande maturità ed ampiezza con sfumature di amarena, tabacco e polvere lavica. Finale lungo e calibrato con buna sapidità e freschezza. Temperatura di servizio 18°-20°C.

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